Fino all’anno scorso l’unico motivo per il quale apprezzavo questo periodo, era la difformità rispetto al modello culturale americano …

Provo a spiegarmi meglio:

Siamo nel bel mezzo del periodo del carnevale, e tale festività non mi risulta essere contemplata nel calendario dei nostri amici a stelle e strisce, che usano festeggiare travestedosi in occasione di halloween ma non del periodo che precede l’inizio della quaresima.

Quindi fino a l’anno scorso il carnevale mi piaceva solo perché era “nostro” e non importato “dagli americani”.

Per il resto la festa dell’ “ogni scherzo vale” non mi piaceva molto.

Non mi sembrava un’occasione di allegria per chi normalmente è serio e triste, anzi fungeva da alibi per permettere di “far casino” a coloro che comunque rompono l’anima tutto l’anno!

Quindi la situazione è questa: fino all’anno scorso il carnevale non mi piaceva, quest’anno invece mi piace …

… Ehm, no, purtroppo non è così semplice, perchè tanto tempo fa, quando facevo le elementari il carnevale mi piaceva molto!

Quindi: tanto tempo fa mi piaceva, poi non mi è più piaciuto, da quest’anno mi piace ancora.

Scommetto che non ci avete capito nulla, effettivamente la materia è complessa, proviamo a fare chiarezza ed a mettere in ordine le idee con qualche video:

Da piccolo amavo il carnevale, mi piaceva molto travestirmi, andare alla sfilata dei carri allegorici, mangiare i galani (da me si chiamano così :-)) e le frittelle.

Scavando negli anfratti più reconditi della mia memoria e consultando la scarna documentazione fotografica a mia disposizione, sono riuscito a determinare quali sono stati i costumi di carnevale che ho indossato nel tempo:

Quando ero molto piccolo, e scarsamente capace di oppormi al sopruso, sono stato travestito da paggetto.

Ovviamente quello nella foto non sono io😉

 

Come avrete intuito, non sono molto orgoglioso della cosa, anche se si tratta di un costume che mi avrebbe potuto collocare in un contesto medievale, come quello abilmente descritto in musica dai Cavalieri del Re nella sigla del cartone animato: La spada di King Arthur

Poi, è stata la volta di un costume del quale vado deciamente più fiero: sono stato Robin, il fido “braccio destro” del più famoso Batman:

ATTENZIONE! Se qualcuno di voi se ne esce con la storia che in realtà il “dinamico duo” sia una coppia omosessuale, gli tiro subito un cazzottone, di quelli che fanno: “POV!!!!”🙂

Un altro bel costume è stato quello che mi ha trasformato nella tigre della malesia, l’eroico Sandokan, le cui gesta, ideate da Emilio Salgari, sono state riproposte negli anni ’70 in un bel telefilm, musicato dagli Oliver Onions:

Dopo Sandokan è stata la volta del Pagliaccio, oppure se lo preferite il Clown, un costume che ho indossato per più anni consecutivi, sentendomi proprio come i Pagliacci cantati da Vinicio Capossela:

Poi crescendo ho perso la passione per i costumi di Carnevale, ed ho iniziato a trovare i festeggiamenti nella mia città un po sottotono, anche per la pessima abitudine di concludere la festa la prima domenica di quaresima.

Se avessi continuato con i travestimenti in età più avanzata, credo che avrei scelto il costume da “punk”  (nome che “ai miei” tempi indicava i membri delle bande di delinquenti americane e non il movimento inglese degli anni ’70) , infatti nel periodo di Carnevale i ragazzi più grandi si travestivano come i membri delle gang di strada americane e si radunavano in squadre rincorrendosi per la città e picchiandosi con mazze di plastica sporche di schiuma da barba, scimmiottando in qualche modo le gesta dei “Guerrieri della notte“:

Invece ho scelto di evitare di fare il “finto delinquente” e una volta finita la passione per i costumi,  ho iniziato ad apprezzare sempre meno il carnevale, tanto da ignorarlo completamente, senza sentirne la mancanza.

Quest’anno invece le cose sono cambiate per motivi che non sto a spiegare, innanzitutto mi sono reso conto di vivere a pochi km da una delle citta più belle del mondo: Provate a indovinare qual’è, vi do un aiutino:

Loro sono i Rondò Veneziano, il brano è Odissea Veneziana e la citta è ovviamente Venezia. A questo punto non è molto difficile capire cosa abbia a che fare Venezia con il Carnevale, infatti quella Veneziana è una delle feste più apprezzate nel mondo.

A differenza dei festeggiamenti di altre citta come, i carri mascherati di Viareggio:

O la Samba di Rio de Janeiro:

Il carnevale di Venezia deve la sua fortuna alla rievocazione di tradizioni antiche, che risalgono al periodo della Serenissima Repubblica Veneta, come la Festa delle Marie.

Ed è proprio questa Festa delle Marie che mi sta convincendo ad apprezzare il Carnevale, (non saprete mai perchè ;-)), e siccome si tratta  di un concorso di bellezza ho deciso di dedicare alle partecipante un “augurio” speciale cantato dal “principe della risata” il Grande Totò:
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Bene adesso vi devo lasciare, vado a procurarmi un po’ di coriandoli, noi ci vediamo venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.