Altre 10 posizioni dal listone di Rolling Ston.

461. Kiss, Prince, 1986

(Nota personale: come saprete, Prince, ha bloccato tutta la sua musica in youtube, ed è quindi impossibile trovare la versione originale del video e della canzone. Dobbiamo “accontentarci” di questo live che inizia citando “Soul man”. Quindi vendichiamoci un po’ dicendo solo questo su questa canzone e tacendo del Grammy che ha vinto, come pure del fatto che all’inizio non voleva fosse usata nel film “Happy feet”.)

462. Respect Yourself, The Staple Singers, 1971

(Nota personale: La canzone prende le mosse da una frase che Luther Ingram, componente del gruppo disse a Mack Rice: “La gente di colore deve rispettare se stessa”, così nacque questo pezzo che arrivò 12 in classifica.)

463. Rain, The Beatles, 1966

(Nota personale: Prima canzone del gruppo ad usare la tecnica del backmasking: alla fine del pezzo c’è la prima strofa del pezzo incisa al contrario. L’idea è di Lennon. Inoltre questo pezzo è il primo in cui il suono dei bassi è molto riconoscibile, più alto rispetto ai pezzi precedenti.)

464. Standing in the Shadows of Love, The Four Tops, 1966

(Nota personale: La canzone è il proseguimento di un altro pezzo del gruppo “Reach Out I’ll Be There”, con cui divide anche molto del ritmo e della base musicale.L’idea è quella di descrivere un amore vissuto nell’ombra, magari non ricambiato, uno di quelli che ti spingono a lavorare sempre di più per tenere la mente occupata.)

465. Surrender, Cheap Trick, 1978

(Nota personale: un inno dei teenager. In questa canzone il “personaggio principale” si sente oppresso dai suoi genitori e li vede troppo protettivi, ma alla fine della canzone capisce che sono tipi a posto visto che li sorprende mentre si scatenano ascoltando i suoi dischi dei Kiss. Insomma, anche i nostri genitori sono stati giovani come noi, non lo dimentichiamo!)

466. Runaway, Del Shannon, 1961

(Nota personale: questo è il più grande successo di Del, ed è un po’ famoso anche da noi visto che è stato usato in più di un film che parla degli anni ’60. Tom Petty rende omaggio a questo pezzo nella sua “Runnin’ Down A Dream”. Del si è suicidato nel 1990.)

467. Welcome to the Jungle, Guns n’ Roses, 1987

(Nota personale: come detto la settimana fa a riguardo di “Paradise city”, anche questo pezzo è dedicato alla città di Los Angeles e prende spunto da una frase che Axel s’è sentito rivolgere quando arrivò in città, secondo alcuni a dirla fu un barbone secondo altri un camionista: “Ben venuto nella giungla. Qui morirai”. Un bel benvenuto non c’è nulla da dire!)

468. Search and Destroy, The Stooges, 1972

(Nota personale: canzone che prende spunto dalla situazione della guerra del Vietnam, ma per diventare un inno contro la guerra. Iggy Pop ha tratto l’ispirazione per questo pezzo leggendo la rivista Times Magazine, che per lui rappresentava l’emblema dell’establishment del tempo.)

469. It’s Too Late, Carole King, 1971

(Nota personale: La canzone parla di una relazione che finisce e di come “lei” si renda conto che quella che prima era una cosa promettente adesso ormai è alla fine. Alcuni vollero interpretare questa canzone in modo politico leggendone il messaggio che la spinta innovativa degli anni ’60, dopo la morte di Martin Luther King e Robert Kennedy si era ormai esaurita.)

470. Free Man in Paris, Joni Mitchell, 1973

(Nota personale: la canzone è dedicata al produttore della cantante e a tutte le pressioni che le etichette fanno sui propri artisti. Comunque è un pezzo decisamente orecchiabile.)

E anche per oggi abbiamo finito.

Al prossimo venerdì.