Per questa settimana avevo in programma di darvi una buona notizia …
… Ma non è stato possibile, perché venerdì scorso il Popolo Giapponese è stato vittima di una delle più gravi catastrofi naturali delle quali ci sia memoria. Un terribile terremoto (8,9 gradi della scala Richter) seguito da una terrificante onda anomala (o Tsunami se lo preferite) che hanno devastato gran parte del nord del paese lasciandosi dietro una scia di vittime e sfollati.

Il destino sembra quasi beffardo se si pensa che, fra le icone nazionali del Giappone, fa bella mostra di se un famoso dipinto firmato  Katsushika Hokusai ed intitolato Kanagawa oki nami-ura cioè: la Grande Onda di Kanagawa.

Ovviamente un avvenimento di tale gravità è andato a rendere del tutto inconsistente la buona notizia che tenevo in serbo per voi.

Torniamo agli eventi del Giappone, io credo di interpretare la volontà di tutti nel dedicare alcuni istanti di silenzio a tutte le vittime ed agli sfollati, un silenzio che ritengo giusto riempire con le note dell’inno nazionale giapponese Kimi Ga Yo (Il regno del nostro imperatore):

Sono sempre stato affascinato dal paese del Sol Levante, dove trovano spazio: La conservazione di tradizioni antichissime, come:

Le Geisha

Oppure il Sumo

Ed un avanzato livello di tecnologia, testimoniato dai risultati ottenuti in vari settori come:

la robotica, con HRP-4C un androide dalle sembianze femminili in grado si “sfilare” come una top model (forse non ancora così bene ;-))

oppure la produzione di motociclette da corsa, basti pensare che nell’ultima edizione del motomondiale i vincitori delle classi più importanti hanno raggiunto il successo in sella a moto giapponesi:

La Moriwaki (praticamente una Honda) per Toni Elias nella la MOTO2:

La Yamaha per Jorge Lorenzo (dopo tantissime vittorie del “nostro” Valentino Rossi a bordo dello stesso bolide) per la MOTO GP:

Un altro campo teconologico dove il paese del sol levante è sempre stato all’avanguardia è  la produzione di energia da centrali nucleari, e purtroppo una delle centrali  sparse nel territorio (quella di Fukujima) ha riportato gravi e pericolosi danni, a causa degli eventi di venerdì scorso.

E così il popolo giapponese, dopo aver subito le devastanti conseguenze della “corsa all’atomo”, in campo militare (Le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki):

Adesso si ritrova a “fare i conti” con la stessa “corsa” in campo civile, vivendo un’esperienza che sembra, sempre di più, tragicamente simili a quella di Chernobyl:

Credo di interpretare la volontà di tutti nello sperare, con tutto il cuore, che le consegunze del cataclisma della scorsa settimana non siano altrettanto gravi, e che sia possibile ripristinare la sicurezza e condizioni di vita accettabili per la popolazione.

Ho iniziato l’articolo dedicando l’inno nazionale giapponese a tutte le vittime ed i susperstiti, e vorrei concluderlo proponendovi quello italiano, per sancire l’amicizia fra il Giappone ed il nostro paese, che ieri (17 marzo 2011) ha “compiuto” 150 anni:

A venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto