Carissimi lettori,  oggi finalmente posso darvi la buona notizia che vi avevo preparato per la settimana scorsa:

Il mondo si è CAPOVOLTO!

Forse volete sapere il perché di questo “capovolgimento”, e soprattutto perché sia da considerarsi una buona notizia, ed io vi accontento subito;
Il mondo oggi si è capovolto perché  Antonio sta continuando a portare avanti il suo progettone interminabile (la trattazione della lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi, stilata dalla rivista Rolling stones), mentre io oggi mi inoltrerò in un territorio sconosciuto: quello delle monografie.

Se vi ricordate i progetti lunghi sono sempre stati una mia abitudine (i 7 vizi capitali, i Peanuts, i racconti a puntate, il 6nazioni, i cartoni animati, …) mentre le ottime monografie di Antonio sono impossibili da enumerare ed ormai parte della leggenda di questo blog.

Si tratta di una buona notizia perchè questa mia prima monografia è dedicata ad un raggio di luce, che ha iniziato ad illuminare la scena della musica leggera italiana, sto parlando di Raffaele (Raphael) Gualazzi.

Come sapete non amo molto il “contorno mondano” del festival della canzone italiana di Sanremo, quindi durante  l’ultima edizione ho evitato accuratamente di seguire la “kermesse” in tv.

C’è stata solo un’occasione nella quale mi sono trovato davanti all’apparecchio sintonizzato sull’evento, in una serata dedicata alla competizione dei giovani, nella quale, dopo aver “subito” due brani (che ho già fortunatamente dimenticato), ho avuto modo di apprezzare le note della canzone che alla fine della manifestazione è risultata vincitrice della propria categoria, si tratta dell’ottima: Follia d’amore

Vi confesso che mi è venuto quasi un colpo non appena ho iniziato a sentire questa melodia quasi indefinibile, con uno stile che ho giudicato a metà strada fra: Fred Buscaglione, Paolo Conte e Sergio Cammariere, e mi sono chiesto: “ma come mai un genio di questa portata viene a perdere tempo a Sanremo?”.

Ma cerchiamo di conoscere meglio questo giovane talento marchigiano, mi sembra inutile riscrivere le interessanti note biografiche che potete trovare nel suo sito ufficiale e su wikipedia, vorrei solo sottolineare che dopo aver partecipato a manifestazioni musicali di livello internazionale a partire dal 2005, nel 2006 nel suo album d’esordio: “Love Outside the Windows” hanno trovato posto cover di brani davvero importanti come:

Summertime di George Gershwin

e Georgia on my mind scritta da Stuart Gorrell e Hoagy Carmichael ma portata al successo da Ray Charles

E nel 2008 la sua reinterpretazione del “cavallo di battaglia” di Ray Charles , ha trovato spazio nella compilation Piano Jazz, pubblicata in Francia.

Giusto per darvi un’idea del livello di stile di tale compilation, vi mostro la track list del primo CD (dove vedrete anche il brano del nostro Raphael):

  1. Love Me Or Leave Me, Nina Simone
  2. This Can’t Be Love, Diana Krall
  3. Fantastic Vehicle, Ahmad Jamal
  4. Mirall ,Brad Mehldau e Perico Sambeat
  5. Matrix, Chick Corea
  6. Ruby My Dear, Randy Weston
  7. Time After Time, Jacky Terrasson
  8. I Love Paris (Instrumental), Michel Legrand
  9. There Will Never Be Another You, Bud Powell
  10. Frantanality, Erroll Garner
  11. Smashing Thirds, Fats Waller
  12. Tip Toes Medley, George Gershwin
  13. Smiles, Oscar Peterson
  14. Caravan, Duke Ellington
  15. For All We Know, Dave Brubeck
  16. Georgia On My Mind, Raphael Gualazzi
  17. I Like to Riff, Nat “King” Cole
  18. Route 66,Ray Charles

Un altra interessante cover interpretata da Gualazzi è stata:  Don’t stop dei Fleetwood Mac che avrete già sentito negli spot pubblicitari dell’ENI:

Sempre in tema di pubblicità, avrete probabilmente già sentito il brano che da il nome al suo ultimo album: Reality and Fantasy, negli spot della Fiat 500, io però ve la propongo in una versione live presso la trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio:

Sul valore artistico della performace credo ci sia poco da dire, per quanto mi riguarda è un capolavoro. Ma quello che merita davvero una menzione d’onore è il profilo del personaggio che, davanti alle telecamere e lontano dal pianoforte si comporta con timidezza e modestia, dando un ottima impressione di artista dedito alla propria disciplina piuttosto che al “mettersi in mostra”.

Vista l’ottima impressione che questo musicista mi ha dato, ho fatto qualche ricerca su youtube ed ho trovato questa “chicca”:

Che ne dite? a me ricorda il pianista Novecento (nel film di Giuseppe Tornatore: La leggenda del pianista sull’Oceano), durante la sua gara contro Jelly Roll Morton🙂

Credo proprio che sentiremo parlare ancora di Raphael Gaualazzi.

Ma per oggi io mi fermo qui, ci vediamo venerdì prossimo.

… Dimenticavo il festival di Sanremo quest’anno l’ha vinto un grande cantante, anche se la canzone l’ho già dimenticata …

Ciao a tutti

Roberto.