Se vi muovete potete ancora comprarlo!

Con il numero di Aprile del mensile XL è possibile comprare un CD contenente 6 brani di Vinicio Capossela.
Il CD, o meglio un EP, è il preludio al nuovo album che è uscito il 26 Aprile.

Il lavoro di Vinicio, sembra, dal titolo devo ancora ascoltare l’album, un ritorno alle “origini” o meglio a quel lavoro precedente che lo fece amare ancora di più dagli autori di questo blog: “Canzoni a manovella”.

Dopo il buon lavoro, ma per certi versi un po’ sottotono, di “Da Solo” Vinicio ritorna a parlarci di mare, di viaggiatori e a lib(e)rarsi con citazioni di romanzi e ballate marinaresche.

Ecco come l’EP viene definito dallo stesso Capossela: “Questo cd è un po’ come un pesce pilota oppure il Battista l’apripista che urla nel deserto e prepara la venuta di qualcuno di più grande di lui.. o anche è come quei pesci piccoli che di solito si accompagnano ai giganti del mare, da cui sono protetti e nutriti… perciò contiene pezzi di squame, costole e assi di barca rotte dal naufragio..conchiglie e annunciazioni. Rarità da Wunderkammer”

La prima di queste rarità è: “When the ship comes in”, cover dell’omonima canzone di Bob Dylan

Dopo cotanta cover, ci aspetta il primo pesce pilota, la prima anticipazione del disco, “Billy Budd” e l’aria diventa subito salmastra e si sente il profumo del mare in lontananza

Pezzo che porta lo stesso titolo di un racconto di Herman Melville, quello che ha scritto Moby Dick, che ha ispirato anche un’opera in quattro atti di Benjamin Britten.

Mentre il secondo pesce pilota, sempre che pesce sia, è “Polpo d’amor”

(Nota personale: si sente che di tempo ne è passato da “Canzoni a manovella”, e le sonorità che hanno contraddistinto anche alcuni pezzi di “Ovunque proteggi” sono chiaramente riscontrabili, anche se qui sono, giustamente, più mature.)

In chiusura del disco troviamo un medley, un mescolamento di “Che coss’è l’Amor” con quel pezzo scanzonato di Renato Carosone che è “E la barca tornò sola”

(Nota personale: pezzo combattuto, che potrebbe scontentare chi ama la versione originale di Vinicio e gli estimatori di Carosone; che già con il suo pezzo prendeva in giro una canzone del tempo in cui dei giovani morivano in mare per salvare una straniera che si era avventurata in mare (mi scuso se non cito correttamente ma vado a mente su questo dettaglio). Da notare in questo frankenstein musicale, come Capossela arriva a portare a segno un bel colpo di coda, giocando con le ripetizioni del testo arriva a cantare “amare è crudele” al posto di “mare crudele”.)

Penultimo pezzo: “Morna (Rebetika)”, pezzo sempre di Capossela che si poteva ascoltare in “Il ballo di San Vito”.

(Nota personale: era il 1996 e in tempi non sospetti Capossela già parlava di mare; testimonianza di come Vinicio sia da sempre legato al mare.)

L’ultimo pezzo, “La Costola di Garopaba” per sentirlo dove andare a comprare la rivista! Si tratta di un racconto con musica basato su uno scritto dello stesso Vinicio.

EP stuzzichevole, che preannuncia un disco tutto da scoprire che porterà con se molti dei sapori e profumi del mare.

Ma per la recensione ci sentiamo la prossima settima.

Ah, questo EP è contenuto in una seria, elegante custodia di rigida plastica trasparente: alla facciaccia tua cartonato!

Al prossimo venerdì.