Avete mai avuto la sensazione che esista in “filo logico” che tiene insieme: uno dei principi fondamentali dell’induismo, il vostro abbigliamento e l’azienda locale del trasporto pubblico?

… Ovviamente NO!
e per questo vi invidio, perchè per me quel filo esiste e credo che seguendolo arriverò alla follia.

Mentre aspetto l’ambulanza che mi porterà al manicomio, vi spiego di cosa sto parlando:

Iniziamo con la metempsicosi, ovvero la reincarnazione, cioe’ la teoria secondo la quale lo spirito di tutti gli esseri viventi, dopo la morte si ripresenta in corpi diversi.

Secondo tale teoria, che sta alla base dell’induismo, tutti noi siamo stati e saremo “qualcun’altro” in una vita passata o futura.

Franco Battiato: Vite parallele

Non lo so voi, ma io credo di sapere qualcosa sulla mia vita precente, l’ho capito da alcuni indizi:

(Premetto che non sono un autista di autobus e non ho mai lavorato per nessuna azienda di trasporto locale a nessun titolo.)

Un giorno d’estate di una decina di anni fa ero in autostazione ed aspettavo l’autobus per andare all’Università, ad un certo punto mi si avvicina un ragazzo chiedendomi se ero l’autista della corriera per Treviso, e se poteva già salire. Io gli ho risposto che non ero un autista.

Qualche anno dopo, in una mattina d’inverno fredda e nebbiosa, mentre aspettavo la corriera per andare a lavoro, passa un tizio che non avevo mai visto prima, vestito con una tuta da operaio, che mi guarda e senza fermarsi dice: “Lei lavora per l’ATVO (l’azienda degli autobus della mia zona n.d.r.), bel servizio di m…. che date” continuando per la sua strada e senza attendere nessuna mia replica.  

Fichi d’india autista e bambina:

In un’altra occasione mentre aspettavo l’autobus (una volta o l’altra voglio provare a fare 2 conti, per verificare quanto tempo della mia vita ho trascorso aspettando l’autobus. Ma tenendo presente che lo prendo tutti i giorni lavorativi da quando avevo 12 anni, credo che il risultato mi sconvolgerebbe!) due signore anziane stavano cercando, con scarso successo, di leggere l’orario affisso presso la fermata. Ad un certo punto una dice all’altra: “ma perchè ci rompiamo la testa a capire questo orario complicato, chiediamo a quel signore lì” (che sarei stato io) ” che lavora per l’ATVO!”. Io ovviamente ho spiegato che non lavoravo per l’azienda dei trasporti e poi le ho aiutate a “decifrare” l’orario.

Qualche anno fà, in un pomeriggio primaverile di fine maggio, ero a Venezia in Piazzale Roma (dove si trova il terminal degli autobus) ed aspettavo un amico che venisse a prendermi in macchina per andare altrove. Ad un certo punto, si avvicina un turista dall’accento meridionale che mi chiede: “Scusi lei è un controllore dell’autobus” ricevendo una risposta negativa e l’indicazione di dove poteva trovare la persona che cercava presso la biglietteria del terminal.

Aldo Giovanni & Giacomo il tram:

Tutti questi indizi mi portano ad un unica conclusione: Che nella mia vita passata ho lavorato per un’azienda di trasporti, forse ero un autista oppure un controllore.

Oppure che la devo smettere di vestirmi con camicia azzurra e pantaloni e giubbino blu scuri.

Per questa settimana vi ho raccontato tutto, adesso però fatemi vedere il biglietto o l’abbonamento altrimenti vi metto la multa.

A venerdì prossimo.

Ciao a tutti

Roberto.