Già tempo fa, parlai “male” di Amy Winehouse. Non che abbia cambiato del tutto idea dopo la sua morte; scrivevo “Peccato che una persona con delle potenzialità si riduca così: con problemi di droga, alcool, più volte ricoverata, autodistruttiva. Contro tutti: se stessa per prima.”

E rimanevo allibito che alcune persone la potessero vedere come una persona che viveva secondo le proprie regole, quasi un esempio da imitare. Beh, dopo la sua morte sono allibito ancora di più!

La Winehouse è morta. Tutti dicono “è morta una cantante”, per me prima di tutto dovremmo dire “è morta una persona”, soltanto dopo viene l’artista.

Love is a losing game

Se teniamo presente che è morta una persona, non riesco a capire il “sarcasmo” di Forza Nuova che, nell’ambito della lotta contro le droghe, ha pubblicato il seguente manifesto.

credo si commenti da solo nella sua stupidità.

Dalle mie parti si dice “il peggio non è mai morto”, intendendo che non c’è limite al peggio.

Dopo aver visto un manifesto del genere come si poteva peggiorare? Così: spostando il tutto sul campo politico, arrivando a dire che con la sinistra ci sarebbero migliaia di casi come quello di Amy:

Se devo dire la verità mi è sembrata imbeccata dall’intervistatore, Klaus Davi, comunque abbiamo alla strumentalizzazione politica della morte di una persona.

Alla fine anche di Amy rimarranno le sue canzoni e qualche nota, come questa, a ricordare la sua morte.

Al prossimo venerdì.