Questi giorni di estremo caldo mi hanno riportato alla mente questo lavoro di Capossela.

Ma purtroppo non si tratta di quel tour, si tratta dei terribili 300 metri che separano il più vicino punto di ristoro dal posto in cui lavoro.

Al mattino per il caffè ancora si fanno agilmente, ma a mezzogiorno quando il “sole ti spacca in quattro” e non c’è il vecchio Dan in giro

quei 300 metri sembrano tanto l’attraversamento di un caldo deserto più o meno come quello di Battiato in “Clamori”

che poi risulta piuttosto attuale…

Perché fare tutta quella strada a piedi? Soprattutto per il piacere di criticare, un po’ di “Mal d’Africa”

e poi per quel gusto sottile di fissare il sole come fa Vinicio

Al prossimo venerdì (sperando in una temperatura più umana.)