Ci sono alcuni eventi che preannunciano la transizione delle stagioni. Nel caso del passaggio da estate ad autunno io ne ho spesso notato uno particolare: …

i corsi di lingue in edicola.
Forse non lo avete notato, ma di solito verso fine agosto le edicole iniziano a popolarsi di varie forme di corsi di lingue

Chissà perchè queste iniziative editoriali iniziano spesso verso fine estate, forse la gente dopo essersi sollazzata con il salvagente a paperella attorno ai fianchi per tutta l’estate, durante l’autunno e l’inverno decide di “mettere la testa a posto”‘e fare qualcosa di costruttivo.

Negli anni questi corsi sono cambiati moltissimo, si e passati dai fascicoli accompagnati da dischi in vinile, alle audiocassette prima e videocassette poi, quindi ai cd rom da eseguire nel pc, per arrivare ai moderni dvd da guardare direttamente in tv, con la possibilità di avere anche un supporto attraverso il web.

Senza dubbio si tratta di un prodotto editoriale che nel tempo si è sempre adattato al progresso tecnologico, e che mi ha fatto riflettere sul desiderio di comunicare anche attraverso il tempo.

Infatti ho notato che oggi i corsi di lingue, oltre a seguire tutti i dettami del progresso tecnologico, si sono adeguati ai tempi contemplando una nuova lingua oltre al classico poker europeo (inglese, francese, tedesco e spagnolo) ovvero il CINESE.

Ovviamente adesso risulta abbastanza semplice capire perchè sia utile imparare il cinese, tutti sanno che siamo dentro fino al collo in quella che viene definita globalizzazione e che la Cina è un paese emergente, dall’economia galoppante, destinato a diventare una superpotenza.

Ma c’è stato un uomo che, molto tempo fa, ha creduto alle enormi potenzialità del commercio con la Cina ed ha dedicato buona parte della propria vita per raggiungerla, conoscerla e farla conoscere al mondo occidentale, ovviamente avete capito che sto parlando del mercante, esploratore ambasciatore Marco Polo che nel 1271 intraprese un lungo viaggio da Venezia a Pechino per ritornare dopo 17 anni e narrare tutte le vicende e le avventure che aveva vissuto direttamente ai suoi contemporanei ed oggi a noi grazie al suo libro intitolato: il Milione.

Se non ve lo ricordate ed avete almeno 25 anni pensate a quando i vostri genitori vi davano la “paghetta”🙂 :

Quindi Marco Polo ci parla ancora oggi, dopo quasi un millennio, grazie alle pagine della sua opera letteraria. E noi possiamo comunicare con lui nonostante il tempo che ci divide?

Qualcuno lo ha fatto, per esempio gli astronomi che gli hanno dedicato un cratere lunare.

E poi alcuni artisti:

I Rondò Veneziano per esempio non potevano non dedicargli un brano: “Marco Polo”

Ma anche Jovanotti pur non essendo particolarmente attaccato a Venezia ha cantato un “suo” Marco Polo:

(agosto dopo agosto, dopo agosto, dopo agosto …. :-))

Gli Oliver Onions (al secolo Guido e Maurizio De Angelis), gli hanno dedicato un doppio lavoro, interpretando la sigla iniziale del cartone animato giapponese: “Le avventure di Marco PoloL’oriente di Marco Polo:

mentre hanno anche scritto la musica della sigla finale:


(questa la preferisco, si sente che i fratelli De Angelis ci hanno messo le mani di più :-))

Poi non bisogna assolutamente dimenticare lo sceneggiato televisivo andato in onda nel 1982: Marco Polo, una coproduzione della nostra televisione pubblica (la Rai) con le emittenti americane: NBC e Procter and Gamble, le giapponesi: Tentsu e TBS, e dalla cinese CCAA (prima collaborazione di una televisione cinese con quelle occidentali).
Si tratta di una produzione di elevatissima qualità nella quale hanno recitato grandissimi attori del calibro di: Burt Lancaster, F. Murray Abraham e Leonard Nimoy. Forse l’ultimo nome non vi dice nulla, ma si tratta del mitico Signor Spock di Star Trek, guardare per credere!:

Qualità garantita anche dalle musiche curate dall’immenso Ennio Morricone:

Musiche che, secondo il mio modesto parere, non hanno nulla da invidiare ai capolavori che il maestro romano ha dedicato alle produzioni cinematografiche.

Allora che ne dite? vi siete convinti che grazie al genio di grandi artisti contemporanei sia ancora possibile “comunicare” con Marco Polo, vi piacciono le opere che vi ho proposto? ne conoscete altre?

Dopo avervi posto questi quesiti che, come sempre, rimarranno senza risposta, vi saluto perchè devo andare in edicola a comprare un corso di cinese, oppure all’aeroporto per salire sul primo volo verso la Cina.

A Venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.