Ognuno di noi ha una propria “fissa”, un qualcosa che gli brucia dentro, un argomento, un’azione che lo agita e che ne scuote le membra.

Era il 1989 e Zucchero arrivò con quel grande album che era (ed è ancora) Oro, incenso e birra in cui era presente l’incandescente “Diavolo in me”

Il diavolo di Zucchero è la passione, il sesso, il piacere fisico.

E anche se non son peli anche nel mio caso c’è un demone che mi attira verso un piacere fisico.

Come un piccolo Faust, mi trovo a confronto spesso con questo spirito

(Nota personale: dal Mefistofele di Arrigo Boito, l’aria è “Son lo spirito che nega”)

questo Mefistofele, che mi tormenta e mi sovrasta col suo volere, è ben descritto da queste musiche.

Il mio demone è la velocità!

E per coincidenza, ma sappiamo che le coincidenze non esistono, quest’anno alla mostra di Venezia ha vinto una pellicola di Aleksandr Sokurov che racconta la storia di Faust e sempre quest’anno al Salone di Ginevra la nota Fabbrica Italiana Automobili di Torino, accanto alla sua piccola 500 ha voluto ripresentare un’auto storica capace di aggiudicarsi il record mondiale di velocità nel 1924 toccando i 234 Km/h; un mostro spinto da un motore d’aereo della cubatura di 21.706 cc, la Fiat SB4 Eldridge meglio conosciuta come Mefistofele.

e anche se il suo record durò poco più di un mese

il suo fascino maligno è ancora integro.

Al prossimo venerdì.