La definizione di pedofilia non è così semplice quanto si crede.

Cito da Wikipedia (termine pedofilia, capitolo “La diagnosi in psichiatria”):

L’attrazione sessuale – in qualche misura – verso i bambini non è sufficiente per la diagnosi di pedofilia. La psichiatria (secondo il criterio DSM IV-TR) definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi. Non si considera pedofilia il caso in cui la differenza di età tra gli individui sia minore di circa 7 anni. Non sono da considerare pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 12 anni circa, purché abbiano già raggiunto lo sviluppo puberale: l’attrazione per gli adolescenti è definita con i termini poco usati efebofilia e ninfofilia o «sindrome di Lolita».

Il parlare di un termine così difficile da trattare è data dall’aver scoperto una, quasi sconosciuta, canzone di Gino Paoli che tratta delle stupro di una bimba da parte di un settantenne, “Il pettirosso” contenuta nell’album “Storie” del 2009:

Della canzone mi colpisce la semplicità con cui Paoli tratta l’argomento, rendendolo nella sua assoluta crudezza ma non immediato; uno per capire cosa sta succedendo deve seguire la canzone e riflettere.

Il pezzo fu molto criticato in quanto per alcuni è quasi “pedofilia culturale” e introdurre quel gesto di “pietà” dell’undicenne che prende tra le mani il viso del suo aggressore morto d’infarto mentre tentava di usarle violenza, per molti, è inspiegabile e anzi suggerisce d’aver pietà del violentatore. Personalmente credo che il gesto sia stato inserito solo per addolcire la canzone, senza pensare troppo a quali conseguenze morali poteva portare.

Una situazione era stata cantata anni prima da Ron con una canzone che quando la si ascolta per la prima volta sembra parlare di una situazione quasi di idillio, anche se certi dettagli sembrano non tornare, “Il gigante e la bambina”:

anche in questo caso si tratta di un rapporto pedofilo: il gigante è l’uomo “grande” che abusa della piccola.

Lo stesso Ron ha confermato che la storia parla di uno stupro perpetrato da un giardiniere su una bimba.

La canzone, incisa nel 1971, fu censurata pesantemente dai censori della Rai che arrivarono a sostituire la frase “Ma il gigante adesso è in piedi con la sua spada d’ amore, e piangendo taglia il fiore, prima che sia calpestato”, che può essere interpretata l’uccisione della bimba da parte del gigante.

A mio parere se quella di Paoli ha generato molte discussioni, questa dovrebbe essere, come minimo, vietata ai minori dato che sembra quasi una ninnananna per bambini!

Anche nella dolcezza si può annidare un racconto malevolo.

Al prossimo venerdì.