Insieme: 1992 di Toto Cutugno è il brano con il quale il “nostro” cantautore nel 1990 si è aggiudicato la 35-esima edizione dell’Eurovision Song Contest.



Ma questa è un’altra storia

La canzone mi ricorda il clima di attesa che si viveva in quel periodo, sembrava che a partire dal 1992, l’unificazione delle più importanti nazioni europee avrebbe portato un vento di Unità, amicizia, Pace e democrazia.

La fatidica data “cantata” dal Toto nazionale si riferisce al Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992.

Ma L’unione Europea ha radici molto più antiche:

Dopo i gravi disastri della Seconda Guerra Mondiale e con il pericolo che il nostro continente diventasse ulteriore scenario di una guerra contro l’Unione Sovietica vi furono molti tentativi di “unire le forze” fra le nazioni dell’Europa Occidentale.

Inizialmente l’approccio scelto fu quello della cooperazione intergovernativa tra gli Stati che prevedeva:

  • la presenza negli organismi di collaborazione di rappresentanti degli stati, che agiscono in nome e per conto di una data nazione, in base a direttive da questa impartite;
  • la prevalenza del principio di unanimità;
  • l’assenza quasi totale del potere di adottare atti vincolanti.

ovvero: Ognuno padrone a casa propria


Gigliola Cinquetti: Qui comando io

L’atto più concreto di unione risale al 1951, data di fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciao su iniziativa di Jean Monnet e di Robert Schuman, che prevedeva di mettere in comune e regolare la concorrenza nella produzione di carbone e acciao (materie prime di importanza fondamentale in quegli anni) fra: Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi.

Nel 1957 venne fondata la Comunità Economica Europea (che dopo il 1992 verrà denominata Comunità Europea), con lo scopo di aumentare l’unione politica fra i “soliti sei” e l’obiettivo di raggiungere un unione politica.

È interessante notare che l’organizzazione della CEE si trasformò da: cooperazione intergovernativa (ognuno padrone a casa propria) a:
una cooperazione comunitaria, e le principali caratteristiche del nuovo approccio sono le seguenti:

  • Prevalenza di organi di individui: i soggetti che fanno parte dell’istituzione rappresentano se stessi e sono indipendenti dallo stato di provenienza
  • Adozione del principio maggioritario: viene ridimensionato il principio dell’unanimità, uno dei principali ostacoli in passato, e si adotta un principio di maggioranza, anche se il più delle volte qualificata.
  • Potere di adottare atti vincolanti

Dunque: i rappresentanti decidono “per se”, si prendono decisioni VINCOLANTI per gli stati membri, e non serve essere tutti d’accordo, basta “la maggioranza”.

Non vi sembra che in questo approccio i cittadini vengano un po’ troppo allontanati? e che esista il rischio che i rappresentanti di questa istituzione possano diventare un “club” di amici che “si fanno gli affari propri” alle spalle della gente comune?


Claudio Villa La società dei magnaccioni

Nel 1973 anche Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca entrarono a far parte della CEE,
Nel 1981 si aggiunse la Grecia e nel 1986 Portogallo e Spagna.

Si arriva quindi al “fatidico 1992” quando le decisioni del Trattato di Maastrich disegnano le linee guida dell’attuale unione europea come la conosciamo oggi, basandola su 3 pilastri:

  • le Comunità Europee ovvero un mercato comune europeo, l’unione economica e monetaria, una serie di altre competenze aggiunte nel tempo, oltre alla politica del carbone e dell’acciaio e quella atomica.
  • la Politica estera e di sicurezza comune ossia la costruzione di una politica unica verso l’esterno
  • la Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale intendeva costruire uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia in cui vi sia collaborazione contro la criminalità a livello sovranazionale.

Il 1° gennaio 2002 si è realizzato l’obiettivo dell’unione monetara ed è apparso nelle nostre tasche l’Euro

Nel tempo gli Stati membri sono diventati 27 (Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Irlanda, Svezia, Danimarca, Belgio, Germania, Regno Unito, Finlandia, Francia, Spagna, Italia, Grecia, Cipro, Slovenia, Repubblica Ceca, Malta, Portogallo, Slovacchia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lituania, Lettonia, Bulgaria, Romania) e nel 2005, dopo un lungo lavoro è stata redatto il testo di una nuova Costituzione Europea

Tale Costituzione si componeva di un preambolo, di quattro parti (per un totale di 448 articoli), di 36 protocolli, due allegati, un Atto finale:

  • il preambolo enuncia i principi e gli obiettivi ideali dell’Unione
  • la prima parte enuncia la sua natura, le sue istituzioni, i suoi principi e i suoi simboli
  • la seconda parte integra la precedente Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • la terza parte enuncia le disposizioni che regolano il funzionamento pratico dell’Unione nei vari settori
  • i protocolli spiegano alcune particolari regole di funzionamento
  • la quarta parte indica le disposizioni generali e finali dell’Unione Europea
  • i due allegati sono delle postille
  • l’Atto finale sintetizza la Costituzione e funge da conclusione.

In molti Stati membri (come l’Italia) la Costituzione viene approvata dal Parlamento, mentre in Spagna, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi vengono indetti dei Referendum per coinvolgere la popolazione nella scelta, e tranne che in Spagna tali referendum la rigettano, in particolare il Francia la contrarietà è dipesa principalmente dalla presenza di principi neoliberisti nel testo, l’eccessiva importanza data ai temi economici e capitalistici, l’assenza di riferimenti al ripudio della guerra e il fatto che gli eserciti europei potessero intervenire in più occasioni, le troppo scarse garanzie in difesa dei lavoratori, degli immigrati, dello stato sociale.

Le sconfitte nei referendum hanno comportato il fallimento della Costituzione Europea.

Quindi per la prima volta il Popolo ha avuto la meglio sulla “società dei magnaccioni”?

Non proprio …

Perchè nel 2009, dopo un periodo di riflessione determinato dal fallimento precedente, è stato approvato il Trattato di Lisbona
un documento che riforma sostanzialemente l’Unione Europea di Maastricht secondo gli stessi proncipi della abortita Costituzione, ma avendo una forma diversa è stata ratificata senza la “scomoda” consultazione degli elettori, tranne in Irlanda dove dopo due referendum il testo è stato approvato.

Questa quindi è la situzione attuale: facciamo parte di un’organizzazione che ci impone delle regole in materie delicatissime e lo spazio di intervento che abbiamo per controllarla (attraverso i normali strumenti della democrazia) è pressochè nullo.

Questa è una di quelle cose che mi facevano sentire che c’era qualcosa di strano la settimana scorsa.

Ovviamente se secondo voi le cose non stanno come penso io e credete che io sia in errore, fatemelo sapere.

Io ll sospetto l’ho avuto dopo aver visto questo video del giornalista Paolo Barnard (si tratta di una serie di video di circa un’ora ma vi consiglio di ascoltarlo)

Se volete altre pillole rosse provate a tornare Venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto

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