Uno dei problemi d’aver studiato informatica è la frase “mi ripari il computer?”

In alcuni casi non si può dire di no.

Di recente ho dovuto bonificare un PC infestato da un virus, per la cronaca il “Katusha.a”, che s’era annidato all’interno di un bel po’ di programmi di sistema (Windows…).

La cosa più brutta di tutte è che per bonificare il tutto, ripristinare i file infettati copiandoli da un CD “pulito pulito”, ritrovare le chiavi di registro e altre amenità varie (che per fortuna ai più non dicono nulla) mi ci sono voluti 2 pomeriggi e una nottata!

Alla fine uno la prende con filosofia e pensa che il computer sia un piccolo mondo, in cui convivono programmi buoni e cattivi in cui ogni tanto deve arrivare “l’eroe di turno” per riportare calma e ordine dove prima c’era il caos.

E in tutto questo caos, mi tornava alla mente Laurie Anderson con la sua “Language is a virus”

anche in questa mia lotta c’erano grida, di disperazione, le mie, e “tamburellamenti” vari, i piedi del tipo che mi ha portato il PC ed era ansioso di riaverlo.

Alla fine mi sono sentito come il personaggio principale del film Tron e devo che aver visto quand’ero piccolo mi è servito… se non altro per rammaricarmi di non poter fare la corsa sulle Lightbike:

(Nota personale: Non male per un film del 1982! Per rendere l’idea della grafica, i modelli delle moto e parte del mondo, erano dipinti a mano su delle scene in 3D wireframe (cioè in poligoni senza riempimento, come se fossero creati con del filo spinato).)

Post breve, a causa di un altro PC che mi sta guardando con cattiveria da sotto la scrivania.

Come dite? Se vengo pagato? Non so se ricevere un salame possa essere considerato un pagamento, e poi non saprei come denunciarlo nella dichiarazione dei redditi!

Al prossimo venerdì.