29 maggio 2012


La terra ha tremato ancora, questa volta i morti sono stati 17 (anche perchè alle 9:00 di mattina nei capannoni c’erano più lavoratori rispetto alla notte di domenica 20 maggio).

Domani, 2 giugno, si festeggia la Festa della Repubblica. Nel ’77, a causa della congiuntura economica negativa, la festa era stata “spostata” alla prima domenica di giugno, e nel 2001 su impulso dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, la festa è stata ricollocata nella data originale.

Quest’anno si erano levate alcune voci, che chiedevano di evitare la parata militare, che contraddistingue i festeggiamenti che si tengono a Roma, destinando i denari risparmiati a vantaggio dei terremotati.

L’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invece deciso che la parata si deve fare comunque, garantendo che i festeggiamenti saranno sobri e che verranno ricordate le vittime dei recenti terremoti.

L’impressione che si riceve da questa scelta, sembra essere rivolta all’idea di ricordare la fondamentale importanza dell’attuale ordinamento democratico del nostro Paese.

La scelta dei cittadini che, Il 2 giugno 1946, si sono pronunciati a favore dlla forma di governo repubblicana in luogo della monarchia, e la successiva promulgazione della Costituzionale, rappresentano ancora oggi i pilastri sui quali si basa la nostra civiltà.

Se queste sono le ragioni per le quali risulta giusto (se non addirittura “doveroso”) festeggiare, credo che l’ultima edizione della festa sarebbe dovuta essere quella del 2 giugno 2009, infatti a decorrere dal 1 dicembre 2009 è entrato ufficialmente in vigore il Trattato di Lisbona.

Come ha già avuto modo di spiegarvi Antonio, tale trattato risulta essere un insieme di norme di difficilissima comprensione, che di fatto “sovrascrivono” la costituzione.

Forse non lo ricordate, ma anch’io, vi avevo proposto di riflettere sul medesimo argomento, coinvolgendo il giornalista Paolo Barnard

Purtroppo non mi sento in grado di verificare se le durissime accuse di Barnard siano fondate o meno, per quello che so il tratto di Lisbona è davvero complicato da comprendere, però se fosse vero l’attuale Predidente, il cui ruolo principale è quello di farsi GARANTE DELLA COSTITUZIONE, si sarebbe dimostrato un po’ “DISTRATTO”.

In ogni caso visto che la parata militare si farà, ho pensato di proporvene una versione con protagonisti tutti i militari italiani morti nell’ambito delle missioni in Bosnia Erzegovina, Kosovo, Afghanistan ed Iraq:

  1. Massimiliano Bruno, Iraq
  2. Giuseppe Coletta, Iraq
  3. Giovanni Cavallaro, Iraq
  4. Andrea Filippa, Iraq
  5. Enzo Fregosi, Iraq
  6. Daniele Ghione, Iraq
  7. Ivan Ghitti, Iraq
  8. Domenico Intravaia, Iraq
  9. Horatio Majorana, Iraq
  10. Filippo Merlino, Iraq
  11. Alfio Ragazzi, Iraq
  12. Alfonso Trincone, Iraq
  13. Alessandro Carrisi, Iraq
  14. Emanuele Ferraro, Iraq
  15. Massimo Ficuciello, Iraq
  16. Silvio Olla, Iraq
  17. Pietro Petrucci, Iraq
  18. Francesco Niutta, Kosovo
  19. Matteo Vanzan, Iraq
  20. Antonio Tarantino, Iraq
  21. Davide Casagrande, Iraq
  22. Giovanni Bruno, Afghanistan
  23. Simone Cola, Iraq
  24. Nicola Calipari,Iraq
  25. Salvatore Domenico Marracino,Iraq
  26. Massimiliano Biondini,Iraq
  27. Marco Briganti, Iraq
  28. Marco Cirillo, Iraq
  29. Giuseppe Lima, Iraq
  30. Bruno Vianini, Afghanistan
  31. Michele Sanfilippo, Afghanistan
  32. Antonino Aiello, Bosnia-Erzegovina
  33. Nicola Ciardelli, Iraq
  34. Carlo De Trizio, Iraq
  35. Franco Lattanzio, Iraq
  36. Enrico Frassanito, Iraq
  37. Alessandro Pibiri, Iraq
  38. Massimo Vitaliano, Iraq
  39. Manuel Fiorito, Afghanistan
  40. Luca Polsinelli, Afghanistan
  41. Carlo Liguori, Afghanistan
  42. Giuseppe Orlando, Afghanistan
  43. Giorgio Langella, Afghanistan
  44. Vincenzo Cardella, Afghanistan
  45. Lorenzo D’Auria, Afghanistan
  46. Daniele Paladini, Afghanistan
  47. Giovanni Pezzulo, Afghanistan
  48. Alessandro Caroppo, Afghanistan
  49. Arnaldo Forcucci, Afghanistan
  50. Alessandro Di Lisio, Afghanistan
  51. Roberto Valente, Afghanistan
  52. Matteo Mureddu, Afghanistan
  53. Andrea Fortunato, Afghanistan
  54. Davide Ricchiuto, Afghanistan
  55. Giandomenico Pistonami, Afghanistan
  56. Massimiliano Randino, Afghanistan
  57. Rosario Ponziano, Afghanistan
  58. Concetto Gaetano Battaglia, Kosovo
  59. Pietro Antonio Colazzo, Afghanistan
  60. Massimiliano Ramadù, Afghanistan
  61. Luigi Pascazio, Afghanistan
  62. Francesco Saverio Positano, Afghanistan
  63. Marco Callegaro, Afghanistan
  64. Mauro Gigli, Afghanistan
  65. Pierdavide De Cillis, Afghanistan
  66. Alessandro Romani, Afghanistan
  67. Gianmarco Manca, Afghanistan
  68. Francesco Vannozzi, Afghanistan
  69. Sebastiano Ville, Afghanistan
  70. Marco Pedone, Afghanistan
  71. Matteo Miotto, Afghanistan
  72. Luca Sanna, Afghanistan
  73. Massimo Ranzani, Afghanistan
  74. Cristiano Congiu, Afghanistan
  75. Gaetano Tuccillo, Afghanistan
  76. Roberto Marchini, Afghanistan
  77. David Tobini, Afghanistan
  78. Matteo De Marco, Afghanistan
  79. Riccardo Bucci, Afghanistan
  80. Mario Frasca, Afghanistan
  81. Massimo Di Legge, Afghanistan
  82. Francesco Currò, Afghanistan
  83. Francesco Paolo Messineo, Afghanistan
  84. Luca Valente, Afghanistan

Onore e rispetto per le vittime dei terremoti, per i caduti nelle missioni militari all’esterno, e per tutti noi

BUONA FORTUNA
(credo che ne abbiamo proprio bisogno)

A venerdì prossimo.
Ciao a tutti
Roberto.