Mi piace leggere.

Oddio, non è sempre stato così! Da piccolo ero come Alice: a che pro un libro senza figure?

Capiamoci, non sono un divoratore di libri, e sono anche abbastanza lento a leggere, ma mi piace leggere lentamente e riflettere assaporando le parole.

Riconosco ai libri una certa magia. Ad diverse età lo stesso libro, lo stesso racconto, può parlare in modo diverso e svelare nuove realtà.

Angelo Branduardi, “Il libro”

Ma il libro è anche uno strumento tecnologico che ha rappresentato una vera rivoluzione quando poté diventare strumento di massa e che sembra offrire, già ora, le risposte alle domande del futuro:

(Nota personale: senza cavi, senza batterie, senza necessità di connessione… Insomma: funzionano anche se non c’è più internet, sono totalmente riciclabili e fatti con materiali naturali!)

Proprio per la capacità di trasmettere conoscenza, il libro, è stato, negli anni anche un nemico. Nei regimi totalitari spesso i libri vengono distrutti perché, alla fine, potrebbero risvegliare le coscienze delle persone.

E sempre valido è il monito “Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini”, di Heinrich Heine.

Su questi temi, si basava il libro “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, scomparso il 5 giugno 2012.
Nel libro si parla di un futuro in cui i libri vengono sistematicamente distrutti da squadre specializzate di pompieri che li bruciano alla temperatura di 451 gradi Fahrenheit.
Nel finale, si scopre l’esistenza degli uomini libro: persone che hanno dedicato la loro vita a imparare a memoria un libro e a tramandarlo ai posteri.

Per quella società, c’è ancora speranza: perché finché esisteranno i libri ci sarà sempre una speranza!

Al prossimo venerdì.