Anno 1933 a Il Cairo nasce Clemente Sacco.

Quello che potremmo definire il nonno del rock and roll italiano.

Clem Sacco, l’ho scoperto di recente grazie ad una trasmissione di Rai1 Techetechetè che ripropone spezzoni di vecchie trasmissioni, curiosità televisive, veri e propri reperti archeologici televisivi che dovrebbero essere solo dei riempitivi per questi mesi estivi ma che finiscono per essere delle miniere di sorprese e curiosità.

Il video di Clem che mi ha colpito di più è stato quello che, ormai a più di 70 anni, ha girato diretto da Asia Argento: “Baciami la vena varicosa”

Bello, divertente, eccessivo e che contemporaneamente è sia un tributo al nonno rock che al papà horror per eccellenza. Una vera gemma che ci fa scoprire il rock demenziale molto prima di Elio e le storie tese, degli Skiantos e degli Squallor.

Il sogno di Clem era quello di diventare cantante lirico; per mantenersi gli studi, fatti a Milano dove è arrivato una volta finita la seconda guerra mondiale, scarica cassette di frutta e insegna in qualche palestra grazie al notevole fisico che aveva. Prova un’audizione come baritono per il ruolo di Rigoletto: arriva secondo, decide che è meglio provare una strada più accessibile, una strada che sia vicina ai giovani che riempiono le balere, quella del rock lanciato in quegli anni proviene dall’America: Agnese Rock, 1958

Ma vediamo un suo video del 1961, in quella che è stata la sua canzone più famosa: “Oh mama, voglio l’uovo a la cocque”

Curiosità:

le movenze sembrano quelle del Molleggiato,  e Clem era l’unico che al tempo riusciva a tener nesta a Celentano, entrerà nel Clan nel 1962 diventando la voce del complesso i Ribelli, dove sostituirà proprio Celentano partito per la naja

del gruppo di Clem, nominato I Califfi, facevano parte Gino Santercole e Gigi Rizzi ed il batterista Enrico Maria Papes dei Giganti

nella canzone dice che vorrebbe ballare il slip, e in alcuni suoi concerti si presentava sul palco in mutande leopardate!

Questo suo esibirsi in mutande, le canzoni strampalate che contenevano doppi sensi oppure, si direbbe oggi, non “politically correct” come “Il deficiente”

gli crearono più di un problema con la censura che presto lo renderà un cantante fuori mercato.

Clem non demorde, si inventa mille mestieri, fonda una propria etichetta e distribuisce da sé i propri dischi.

uno degli ultimi atti della sua carriera come cantante fu “Forse che sì, forse che no, non si sà!”

Per mantenere la moglie e due figli, Clem accetto di esibirsi come attrazione al Alexander Bar, locale per soli omosessuali, con il nome di Clementina Gay.

Poi si allontana progressivamente dalla scena musicale senza mai abbandonarla del tutto, finché non viene riscoperto e diventa il nonno-vampiro del video con cui abbiamo aperto questo articolo.

Clem nella sua carriera ha pubblicato 26 dischi “45 giri“, un 33 giri, 3 EP, veramente un personaggio da riscoprire e ricordare.

Al prossimo venerdì.