Kurt Cobain muore il 5 aprile del 1994.

A lui è dedicato un pezzo del 1997 che compare nel disco che vinse la Targa Tenco.

Ben tre anni dopo?

Sì. Il disco che valse a Cristina Donà, la Targa Tenco del 1997, ebbe una gestazione piuttosto lunga.

L’album, dal titolo “Tregua” proponeva 11 tracce; l’ultima era la title track

Un canzone sovrabbondante, che instilla nell’ascoltatore un malessere quasi fisico. Alla luce della frase di Serena Dandini, che incontrò Cobain per una sua trasmissione:

” Incontrandolo, ho avuto l’impressione di una persona di una sensibilità estrema, indifesa, che difficilmente riuscivi a guardare negli occhi, con uno sguardo di paura come di un cucciolo braccato dal mondo”

questo pezzo sembra sposarsi con la visione di un Cobain stanco che cerca nella morte un momento di pausa.

Il primo lavoro di Donà è un disco in cui si sentono tutte le influenze delle sue radici musicali, della gavetta come “coverista”, ma che presenta dei pezzi che già facevano capire che Cristina era capace di molto altro.

Se in mezzi come “L’aridità dell’aria”

o in “Stelle buone”

Possiamo sentire echi d’Irlanda che rimandano a Sinéad O’Connor o agli U2. In altri, come la già sentita “Tregua” oppure come in “Senza disturbare (colloquio di lavoro al femminile)”

possiamo apprezzare la capacità di Cristina di affrontare temi non convenzionali e di farlo in modo che coinvolge l’ascoltatore sia fisicamente che mentalmente: quanti hanno mai provato ad immaginare un colloquio di lavoro al femminile? Credo pochi.

Devo dire che questo “Tregua” mi ha sorpreso, alcune sonorità sono interessanti anche oggi e se si tiene conto che il disco è del 1997 la cosa è ancora più sorprendente.

Al prossimo venerdì.