Il 23 ottobre 2012 Battiato ha pubblicato il suo 28-esimo album: e io sono qui a “recensirvelo”

Come sempre parlando di Battiato non sarò imparziale e lancerò in esaltazioni spropositate…più o meno.

Il CD si presenta nel solito cartonato a tre piazze, ma sorpresa! Il cartonato è racchiuso in un piccolo sarcofago di plastica trasparente su cui è stampigliato il nome del maestro e il titolo dell’opera.

Questa sovracopertina mi piace: protegge il cartonato e quando lo si sfila ci regala l’immagine di copertina pulita senza intralci lasciandoci gustare la sfumatura di colori. Aprendolo veniamo accolti da un’immagine in bianco e nero di Battiato. Un’altra apertura e ci troviamo davanti il CD, nero con stampigliato in bianco “FRANCO BATTIATO | APRITI SESAMO”, posto in una comoda custodia come quelle che si trovavano nelle prime confezioni dei CD. Conclude il tutto delle belle immagini di paesaggi dopo una tempesta. Da segnalare la poesia di Laura Vinciguerra.

Il libretto con i testi delle canzoni è in realtà un piccolo poster che riporta da una parte i testi e dall’altra l’immagine di copertina del disco con l’autocitazione “Non siamo mai morti e non siamo mai nati”.

Il CD è composto di 10 tracce, per una durata totale di 33 minuti circa.

Il brano che ci riceve è “Un irresistibile richiamo”, e forse è proprio un richiamo che mi ha spinto a comprare questo CD

come scritto anche nel libretto questo brano presenta due citazioni di Santa Teresa D’avila, ma anche senza questo dettaglio si percepisce un’alta spiritualità in questa composizione. Spiritualità che non stride con i suoni aspri e la batteria sempre presente per tutta la durata dello stesso.

Mi è piaciuto anche il contrasto che si viene a creare con il brano che segue “Testamento”

contrasto che si crea ad iniziare dal titolo, cosa c’è di più terreno e umano del testamento? Del lasciare ai posteri qualcosa di tangibile del nostro passaggio in questo mondo. È questo brano che contiene la frase “Non siamo mai morti e non siamo mai nati”, che stride molto con l’idea del testamento. Bel pezzo.

Bella la trama musicale di “Quand’ero giovane” un pezzo in cui Battiao riversa i ricordi di una gioventù che potrebbe essere quella di chiunque di noi

ma la gioventù “fortunatamente passa”.

Il brano successivo “Eri con me”, non mi ha convinto tanto e quindi non ve lo propongo. Non mi ha convinto non per la musica, ma perché trovo un po’ troppo invadente il ritornello quel “Eri con me, ma io non ero con te, sei con me, ma io non sono con te, ero con te, ma tu non eri con me” che alla fine mi ricorda quasi una filosofia spicciola da Facebook. Battiato e Sgalambro possono ben altro ma questo ritornello non riesco a digerirlo anche se il resto della lirica è ben valido.

Il pezzo successivo è una gemma, “Passacaglia”, che è il brano su cui si è puntato per lanciare l’album

il brano è un riarrangiamento di un brano del 1600 di Stefano Landi. Piccolo dettaglio Landi scrisse anche il melodramma “La morte di Orfeo”, il brano numero 7 “Caliti Junku” sentite un po’ come si apre:

Proprio con Orfeo che si lamenta della morte della sua amata Euridice. Però questa composizione è di Gluck ed è di circa un secolo dopo.

Bellissimo l’ottavo pezzo, “Aurora”, che riesce con la musica e il testo a dipingere dei paesaggi emozionanti e rilassanti

Ho raggruppato come ultimi i due pezzi “politici” di questo CD, cioè “La polvere del branco” e “Il serpente”.

Se nel primo le persone vengono descritte come un branco che si agita senza un vero obiettivo, perché dobbiamo ricordare che gli obiettivi materiali sono tutti fasulli gli unici che dovremmo tentare di raggiungere sono quelli del miglioramento della nostra persona, della nostra anima e della spiritualità

nel secondo brano scopriamo che il male che ci corrompe è il “serpente” atavico quello che tentò Adamo ed Eva e che oggi s’è trasformato nel denaro, cioè la finanza fine a se stessa che striscia come un serpente in mezzo alle nostre città e alle nostre vite

L’ultima traccia dà anche il titolo  al CD “Apriti Sesamo”, e ci parla di Sherazade la fanciulla che è la cantatrice delle favole delle “Mille e una notte”.

E adesso i Voti:

Musica e testi: 6 e 1/2 .
Da qualche anno Battiato sta ritornando alle sue origini elettroniche e in questo CD, ancora più che nei precedenti, si sentono certi suoni aspri e sintetici che erano presenti nelle prime opere. I testi, anche se belli, ogni tanto mi sono sembrati un po’ stanchi.

Packaging: 6 e 1/2.
Odio il cartonato, ma l’idea della sovracopertina in plastica mi piace. Forse questa è la prima confezione in cartonato che prende la sufficienza!

In definitiva:
Un disco strano, stanco, forse anche perché è uscito dopo Telesio, e si sa che un’opera lirica richiede sforzi quasi sovrumani per essere scritta. Il disco contiene dei pezzi favolosi, ma alcune sonorità possono risultare troppo aspre e non piacere. Sicuramente un CD da provare. Vi consiglio di ascoltarlo prima di acquistarlo.

 

Al prossimo venerdì.