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Manca poco

Come? volete sapere di che cosa sto parlando?

Lo capirete.

Oggi voglio raccontarvi che, girovagando per la rete, alla ricerca di un po’ di chiarezza su quello che sta succedendo nel nostro paese, mi sono imbattuto, anzi, HO SBATTUTO IL MUSO, contro questo articolo

Dove viene citato un brano dall’ultimo libro del nostro premier:

IL PRIMO GIORNO DELL’EURO:MENO SOVRANI MA PIU UNITI-“Come una guerra di liberazione”- 2 gennaio 1999

Ieri, per la prima volta dalle guerre di indipendenza, l’Italia ha rafforzato l’unità nazionale vincendo un conflitto che aveva per obiettivo la perdita di una parte dell’indipendenza nazionale.
La perdita di indipendenza è stata vantaggiosa e dignitosa.Vantaggiosa
, perchè la sovranità perduta,quella monetaria e finanziaria, era stata generalmente esercitata male nel corso dei decenni, si risolveva in un danno, non un beneficio, per gli italiani. Dignitosa, perchè i poteri che hanno lasciato Roma non sono stati requisiti da una potenza straniera, nè risucchiati, attraverso il mercato, da una banca centrale straniera piu potente di altre come di fatto avveniva da anni. Essi sono stati volontariamente conferiti all’Unione Europea,che li eserciterà con istituzioni e regole comuni.
E’ stata necessaria una guerra, vinta, per perdere quella parte nociva dell’indipendenza nazionale. La guerra per l’ingresso nell’euro. Una guerra di liberazione: non dallo straniero, questa volta, ma dalla parte peggiore di noi stessi. Anzi, in qualche modo con l’aiuto e la pressione dello straniero, forse accettato perchè si presentava con il colore azzurro dell’Unione Europeo. La liberazione consisteva nell’espellere dalla cultura italiana la parte meno buona di essa (l’imprevidenza sociale nei confronti del futuro, quale si manifesta nel tollerare una moneta debole e un bilancio pubblico squilibrato) trasfondendovi la cultura, estranea, se non straniera, della stabilità.
Una guerra di popolo, si potrebbe quasi dire, ha scritto Ferruccio De Bortoli che “in molti casi i governati sembrano avere piu fiducia nell’Europa dei loro governanti”. E’ stato così anche per quella “guerra italiana di liberazione dalla LIRA” che è stata la rincorsa all’euro. Vi fu un momento nel quale il presidente del Consiglio, il vicepresidente del consiglio, il governatore della Banca d’Italia, il presidente della maggiore impresa italiana, contemporaneamente e per motivi diversi,tutti rispettabili, dichiaravano di ritenere inopportuno che l’Italia accellerasse la marcia del risanamento per proporsi di far parte dell’unione monetaria fin dall’inizio fu sopratutto la profondo adesione istintiva dei “governanti” a superare le esitazioni e a dare prova,da quel momento, di grande determinazione nel condurre il paese al traguardo e anche nello sconfiggere diffuse prevenzioni che ancora esistevano in alcune parti d’Europa.
Ma com’è possibile che questa guerra vittoriosa,combattuta sopratutto contro noi stessi,che ha ridotto la sovranità dell’Italia, rafforzi l’unità nazionale?
A mio giudizio,la rafforza su tre piani, che riguardano rispettivamente i singoli italiani, le diverse aree territoriali dell’Italia come soggetto unitario. Non sempre noi singoli italiani, nel riflettere sul nostro essere italiani, abbiamo avuto ragione di sentircene lieti, soddisfatti, fieri,o di essere guardati con particolare rispetto di essere guardati con particolare rispetto e magari ammirazione, perchè siamo italiani da cittadini di altri paesi. Piu spesso ciò può esserci accaduto come riflesso di affermazioni internazionali di singoli nostri concittadini, di singole imprese,italiane.
Il massimo di “collettivo” dell’Italia che vuole procurarci ammirazione è di solito un collettivo sportivo,una squadra.

Dopo aver letto le poche righe che vi ho proposto, mi è venuto davvero da piangere!

Provviamo a riflettere du due dei passaggi più significativi:

l’Italia ha rafforzato l’unità nazionale vincendo un conflitto che aveva per obiettivo la perdita di una parte dell’indipendenza nazionale. La perdita di indipendenza è stata vantaggiosa e dignitosa. Vantaggiosa

Ma com’è possibile che PERDERE LA PROPRIA INDIPENDENZA possa essere VANTAGGIOSO e addirittura DIGNITOSO, vi rendete conto che sono frasi da non pronunciare nemmeno relativamente agli handicappati?!?!?!


RAIN MAN soundtrack

E’ stata necessaria una guerra, vinta, per perdere quella parte nociva dell’indipendenza nazionale. La guerra per l’ingresso nell’euro. Una guerra di liberazione: non dallo straniero, questa volta, ma dalla parte peggiore di noi stessi.

Questa poi è favolosa, con l’entrata in vigore dell’euro abbiamo vinto un guerra di LIBERAZIONE DA NOI STESSI! e chi è stato a toglierci dalle amorevoli braccia degli stranieri, che ci avrebbero impedito di diventare vittime della peggiore parte di noi stessi?

fatemi riflettere

Credo che si tratti degli eroi della prima guerra mondiale, quelli che, per esempio, hanno tinto di rosso le acque del Piave, per mandare indietro gli austriaci (che ci avrebbere evidentemente reso sufficientemente “montiano”).
Se mio nonno fosse ancora vivo, avrebbe già imbracciato il moschetto e sarebbe partito in bicicletta verso Roma, destinazione Palazzo Chigi.

La leggenda del Piave

Solo una cosa apprezzo del nostro cyborg-presidente, la sincerità:

Dal film: Signore e Signori, Buonanotte

Fa molto freddo, vado a comprare il libro di Monti, … potrebbe essermi utile.

A Venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.