Giovedì io e alcuni colleghi abbiamo fatto una pausa pranzo strana…

Non l’avevamo preventivata e come tutte le cose non preventivate ti sorprendono nel bene e nel male.

Al solito bar dove andiamo a mangiare, avevano voglia di musica country e quindi per tutta la durata dei nostri panini siamo stati cullati da musiche e note che sapevano di America e far west.

Come sempre non ho perso tempo per sfoggiare la mia cultura musicale e citare:

Hank Williams e la sua “I’m so lonesome I could cry” pezzo del 1949 che Elvis definì la canzone più triste che avesse mai sentito

vedendo i colleghi eseguire gesti più o meno scaramantici ho citato la bella cover fatta da Johnny Cash di “Hurt” dei Nine Inch Nails

naturalmente citai anche il fatto che Johnny fu definito “a real american gangster” da parte di  Snoop Dogg in “My Medicine” (questa è la versione con i “bip”)

mentre il collega ADR confermava che Cash ha fatto una cover anche di “Personal Jesus” dei Depeche Mode

e in questo susseguirsi di citazioni non poteva mancare un bluegrass che tutti conosciamo cioè il “Doubleback” di Alan Silvestri, dal film “Ritorno al futuro parte terza” che vedeva i ZZ Top impegnati sul palco della festa country.

Ma il country può anche essere comico: “Dear penis” di Rodney Carrington

Concludendo, e uscendo defenitivamente’ dal seminato, con Neil Young, “Harvest Moon”


e dopo questa cavalcata country, era l’ora di tornare al duro lavoro…più o meno.
Al prossimo venerdì.