Ovvero: alcuni passaggi della mia vita attraverso le canzoni di Enzo Jannacci e Franco Califano, cantautori recentemente scomparsi.

Forse per la vena ironica e goliarda, o forse perché è del nord Italia, ma il primo dei due che ho incontrato nella mia via musica è stato Jannacci con la sua canzone “Ci vuole orecchio”

Il nonsese del brano ha subito fatto presa sulla mia immaginazione quand’ero bimbo e provavo a immaginarmi questa persona con l’orecchio immerso nel secchio…senza capire perché aiutava nella vita.

Jannacci l’ho conosciuto così, un giorno facendo zapping alla TV, poi è arrivata l’altra canzone tormentone “Vengo anch’io” con le sue innumerevoli interpretazioni, perché il buon Enzo spesso si scordava accordi e parole.

Ma il buon dottore, cardiologo ricordiamolo, era capace anche di altre canzoni, come quando presentò a Sanremo “La fotografia”

Una canzone che esprime tutta la tragicità della perdita di un figlio.

Storia diversa per Califano.

Già! Er Califfo, l’ho conosciuto con quella che è  forse la sua canzone più famosa. A farmela conoscere fu un collega di lavoro quando stavo attraversando dei problemi con una ex…

Se Jannacci per me era l’anima scherzosa e surreale della musica, Califano era quella più reale e triste.

Quello che mi faceva riflettere su quello che poteva succedere, anche a me, e su alcune cose che magari diamo per scontate e forse mi ha insegnato anche un po’ di “cinismo” come con la canzone “Io non piango”

e il fatto di accettare che quando le cose finiscono, finiscono (e non solo nell’amore) “La musica è finita”

La scomparsa di questi due grandi, anche se molto differenti tra loro, mi ha colpito molto perché per me hanno significato molto, sia dal punto di vista personale, che interpersonale. Basta pensare alle discussioni lavorative con i colleghi che alla fine si potevano concludere con un jannaccesco “Son s’cioppaa”

o il poter dire ad una collega che mi diceva scherzando “vieni e vai, sono sempre fatti tuoi”: come cantava Califano in “Minuetto”, dimostrando di saperne più di lei in fatto di musica (piccola soddisfazione personale naturalmente!)

Spero che vi sia piaciuto questo tuffo in una parte dei miei ricordi musicali.

Al prossimo venerdì.