Tranquilli!

Non sono vittima di un colpo di calore e non mi credo un dittatore in possesso di un’incredibile arma, ne sto per parlarvi della dimostrazione dell’ultimo Teorema di Fermat o della congettura di Poincaré.

Sto parlando della dimostrazione di un oggetto che usiamo sempre tutti i giorni e che alcuni di voi mentre leggo questo articolo, stanno tenendo in mano.

Nessun doppio senso ne battute da avanspettacolo, ma solo la registrazione della dimostrazione del PRIMO mouse!

Ne parlo oggi perché il suo creatore, Douglas Engelbart, è deceduto il 2 luglio 2013.

Quella serie di video mostra un pezzo di storia dell’informatica, era l’anno 1968 quando fu data quella primissima dimostrazione e le persone “comuni” poterono provare questa meraviglia solo verso il 1984 con l’introduzione dei computer Macintosh di Apple (eh già! Quelli che siamo abituati a chiamare Mac, iMac ecc… prendono il nome dalla specie della mela Macintosh e una volta Apple faceva computer e non telefonini).

Personalmente quella tecnologia, con i suoi nuovi termini: puntatore, mouse, click, double click, drag’n’drop (sì, una volta si usavano esclusivamente in inglese!), la imparai grazie al Commodore Amiga 500 e ad un floppy intitolato “Primi passi”: praticamente un videocorso interattivo che insegnava come muovere il puntatore, come selezionare gli oggetti sul video e ad impratichirsi con l’interfaccia grafica che su Amica prendeva il nome di Intuition. Era, più o meno, l’anno 1988-89 e nella mia casa entrava il futuro dell’informatica: con le sue icone, i sistemi di autoconfig, l’idea di multitasking (cioè più programmi in esecuzione nello stesso momento) i 16 e i 32 bit e una capacità ram enorme rispetto a quella della concorrenza: 1 mega byte (l’ho scritto per esteso per dimostrarvi che non ho sbagliato a scrivere!).

Il mouse è così famoso da essere presente, goliardicamente, nella canzone “L’inquilino” di Cochi e Renato

Dobbiamo, tutti, dire un grandissimo grazie a l’Ing. Engelbart che tra le altre cose fu tra i pionieri dell’interfaccia grafica e dell’ipertesto: che come concetto potremmo considerare come uno dei nonni  dello  HTML cioè il linguaggio con cui sono scritte le pagine di internet.

Senza il suo mouse, probabilmente, non saremmo qui a scrivere.

Al prossimo venerdì.