Sì, sono un appassionato di box.

“Million dollar baby” è, per me, tra i film moderni il più bello che sia stato fatto sulla box.

In esso si vede tutta la speranza, tutta la disperazione, tutta la forza di volontà e la speranza di riscatto che è richiesta ad una persona per salire in quei 20 – 25 mq e affrontare a riprese, ad assalti di 3 minuti un altro suo simile.

 

Se non avete mai visto film di Clint Eastwood, vi dico che pressappoco questo segue tutta la storia della “million dollar baby” dal suo inizio, alla sua affermazione che coincide con la sua fine.

In molti hanno criticato il film perché, con il suo finale, sembra affermare che non c’è possibilità di riscatto e che l’eroina che per tutto il film abbiamo amato è in realtà una “perdente”.

In realtà il film gioca con noi, si comporta come se stesse boxando con noi! Ci mostra la vita di Maggie (Hilary Swank) ma in realtà, facendo così, ci distrae e prepara il diretto che ci colpirà trovandoci indifesi.

Il vero protagonista della storia è il suo allenatore, Frankie (Clint Eastwood), è la storia della sua vita che noi vediamo, che viene commentata fuori scena dalla voce di Eddie (Morgan Freeman) che legge una lettera indirizzata alla figlia con cui Frankie non ha più nessun contatto. Per tutto il film assistiamo alla sua impresa di riscatto non quella della sua boxer/figlia a cui finirà per fare da padre.

E l’ultima scena in cui Frankie e Maggie sono assieme, con quel gesto estremo che lui compie, dimostra come sottolineato poi dalla voce di Eddie, che è proprio in quell’ultima ed estrema voglia di proteggere il suo miglio boxer che lui ha per un attimo il suo riscatto, anche se forse poi resterà per sempre solo un vecchio allenatore immerso nei suoi ricordi.

Al prossimo venerdì.

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