Lady GagaAlejandro


I nomi citati da Lady Gaga nel video di apertura sono 3: Alejandro, Fernando e ROBERTO. Come potete leggere qui si tratta di nomi di alcuni amanti, che la cantante intende salutare per sempre.

Molto probabilmente Alejandro è quello che più ha scaldato il cuore della giovane cantante USA, visto che a lui è dedicato il titolo del brano ed il ritornello.

Ma io voglio parlarvi dell’ultimo dei tre nomi: ROBERTO.

Non lo faccio perchè di tratta del mio nome, ma perchè è stato coniato come “soprannome” del Patto tripartito, ovvero un’alleanza politico-militare siglata nel 1940, fra le 3 nazioni che risulteranno perdenti alla fine della Seconda Guerra Mondiale: Germania, Giappone e Italia. Infatti RO-BER-TO sono le lettere iniziali delle capitali dei 3 paesi: ROma, BERlino e TOkio.

Però oggi non ho intenzione di parlarvi di Seconda Guerra Mondiale, ma di religione infatti voglio essere BLASFEMO nei confronti della religione obbligatoria che siamo tutti costretti a professare, un culto che prevede ingenti sacrifici umani, il LIBERO MERCATO.

Sarò blasfemo parlandovi di alcune scelte economiche che sono state portate avanti dai 3 paesi del ROBERTO:

Giappone:


Inno nazionale Giapponese – Kimi Ga Yo.

Nel 1890 viene fondata la fabbrica di telai tessili Toyoda Automatic Loom, destinata a diventare nel 1933 Toyota Motors Corporations.
Come potete leggere in questa micro recensione a cura di Giovanni Zibordi, del libro Bad Samaritans: The Myth of Free Trade and the Secret History of Capitalism di: Ha-Joon Chang, negli anni ’30 il mercato automobilistico giapponese era saldamente nelle mani di grandi produttori stranieri, contro i quali la neonata Toyota non era assolutamente in grado di competere. Ma alcune scelte del governo come:

  • Leggi che imponevano che le auto prodotte nel paese dovessero avere un contenuto di materiali tutti domestici
  • Il salvataggio “forzoso” della compagnia dal fallimento della metà degli anni ’30
  • L’espulsione dal mercato giapponese di: General Motors e Ford nel 1939

Permisero a Toyota di sopravvivere, crescere e diventare uno dei costruttori di automobili più potenti del pianeta.

Germania


Inno nazionale tedesco – Deutschland über alles
Hjalmar Horace Greeley Schacht Fu il Presidente della Banca Centrale Tedesca (Reichsbank) e ministro dell’economia della Germania nazista.
Le intelligenti scelte economiche di Scacht permisero ad una Germania in ginocchio di diventare in pochi anni una superpotenza economica e militare.

Ecco un esempio delle scelte lungimiranti dell’economista tedesco:

  • Una forte politica di Lavori Pubblici con la costruzione della rete autostradale tedesca e risoluzione dei problemi di disoccupazione.
  • La nazionalizzazione delle grosse imprese.
  • L’istituzione dei MEFO, ovvero delle obbligazioni emesse dal governo tedesco ed utilizzabili esclusivamente nel mercato interno
  • L’imposizione che le materie prime acquistate all’estero, venissero pagate con una moneta spendibile esclusivamente in Germania (in questo modo gli acquisti di materie prime diventavano commesse per le aziende tedesche)

Forse qualcuno mi potrebbe accusare di “apologia di nazismo” visto che incenso le lodi di un ministro nazista, ma se leggete bene la biografia di Sachs potete constatare che era di origini ebraiche, e che è stato giudicato innocente al processo di Norimberga. Inoltre se ci riflettete potete notare voi stessi che le sue scelte di politica economica non hanno nulla a che fare con la guerra, la violenza ed il razzismo, ma sottendono una notevole intelligenza ed una comprensione molto profonda delle politiche monetarie.

Italia


Inno nazionale italiano – Fratelli d’Italia

Nel 1953, in un’Italia uscita con le ossa rotte dalla seconda Guerra Mondiale, un ex partigiano aveva il compito di liquidare l’Agip, L’Agenzia Generale Italiana Petroli un “carrozzone fascista” creato per “mangiare soldi all’italiana”.

Questo ex partigiano decise di non svendere l’azienda italiana con l’esclusiva sull’estrazione del petrolio e del gas naturale del nostro paese, ma di farla funzionare a vantaggio dei cittadini italiani e non di enormi multinazionali americane.

Questo ex partigiano si chiamava Enrico Mattei, il quale fondò l’ENI Ente Nazionale Idrocarburi, che sotto la sua guida diventò un’azienda pubblica molto efficiente che riusci ad emanciapare il nostro paese dalla dipendenza energetica nei confronti dei colossi americani, portando energia a “buon mercato” nelle case e nelle fabbriche italiane.

La politica di Mattei prevedeva di condividere i vantaggi dell’estrazione di petrolio con i paesi produttori (tipicamente paesi poveri del terzo mondo, che venivano depredati dagli altri colossi petroliferi internazionali).

La vita di quello che veniva definito il “petroliere senza petrolio” si concluse nel 1962 a causa di un misterioso incidente aereo.

Se volete saperne di più potete guardare la puntata di: “Blu Notte – Misteri italiani” dedicata proprio ad Enrico Mattei:

oppure il film: Il Caso Mattei per la regia di Francesco Rosi con il grande Gian Maria Volontè

Il mio escursum blasfemo contro il libero mercato, termina qui.

Ora vi lascio, vado a fare benzina all’Eni, poi con la mia Toyota vado a in gita a Berlino.

A venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.