Gotan ProjectSanta Maria de Buenos Aires

Certe volte può essere molto difficile mantenere la coerenza delle proprie idee …, ed anche avere un punto di vista diverso da quello degli altri ….

Ma questa è un’altra storia.

Ritorniamo al video di apertura: Se uno va in Argentina può trovare: un Tango emozionante come quello dei Gotan Project, oppure dell’ottima carne o dei calciatori straordinari.

Se però cercando bene può anche scovare degli anziani criminali nazisti che si sono nascosti, sfuggendo al carcere a vita oppure alla condanna a morte.

Alcuni appartengono al mondo della finzione cinematografica, come il Dott. Szell interpretato da Lorence Olivier nel film Il maratoneta
che si “impegna” a torturare colui che potrebbe svelare i suoi segreti:

Altri invece sono esisti davvero, ed uno di questi nel maggio del 1994 è stato rintracciato da una troupe dell’emittente americana abc, che dopo aver svolto un’inchesta giornalistica sull’eccidio delle Fosse Ardeatine è andata a prenderselo a: San Carlos de Bariloche, in Calle 24 de Septiembre 167.

Il criminale in questione era Erich Priebke.

L’ufficiale tedesco che nel 1944 organizzò l’esecuzione di 335 cittadini italiani, come rappresaglia per l’uccisione di 33 militari tedeschi (ovvero italiani altoaetisini fedeli all’esercito tedesco anche dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943) da parte di una brigata di partigiani (l’episodio delle Fosse Ardeatine), e dopo la sconfitta della Germania nella seconda guerra mondiale, fu arrestato e portato in un campo di prigionia a Rimini, da dove evase per riuscire ad emigrare e rifugiarsi in Argentina nel 1948.

Dopo essere stato “stanato” dai reporter americani, nel 1995 Priebke è stato estradato in Italia dove ha subìto una serie di processi per essere poi condannato all’ergastolo nel 1998. Data l’età avanzata dell’interessato, la pena non è mai stata scontata in carcere ma agli arresti domicialiari.

Il ritorno del criminale nazista nel nostro paese, e tutto il decorso del processo hanno accesso durissime polemiche: una parte dell’opinione pubblica lo voleva veder marcire in carcere oppure condannato a morte, altri mossi da una “fede” di estrema destra con rigurgiti nazi/fascisti lo dipingevano come un “eroe” che aveva eliminato oltre 300 terroristi comunisti, altri ancora erano d’accordo con le scelte delle autorità del nostro paese.

Si era riacceso un fuoco mai spento, che vede nel nostro paese un antagonismo fratricida mai sopito fino in fondo fra destra e sinistra:

Giorgio GaberDestra-Sinistra

Poi l’11 ottobre Priebke è morto a 100 anni.

Negli ultimi giorni ci sono state molte polemiche sul dove celebrare le esequie es eppelire la salma: A Roma non lo hanno voluto, in Germania ed in Argentina nemmeno.

Alcuni come il Capo della comunità ebraica di Roma: Riccardo Pacifici ne consiglierebbe la cremazione e lo spargimento delle ceneri:

Il carro funebre che trasportava la salma al funerale, che si è svolto ad Albano Laziale, è stato assalito da una folla di persone che hanno manifestato disprezzo nei confronti della salma.

A questo punto dobbiamo tornare a quanto ho scritto all’inizio dell’articolo, cioè:

Certe volte può essere molto difficile mantenere la coerenza delle proprie idee …, ed anche avere un punto di vista diverso da quello degli altri ….

E’ davvero difficile provare pietà per un uomo che abbia obbedito ad un ordine dall’alto del tipo “sono morti 33 dei nostri soldati, trova 330 italiani e giustiziali per rappresaglia”, senza rifiutarsi.
Inoltre si tratta di un ufficiale nazista, ed i nazisti non sono mai stati simpatici a nessuno.
Per non parlare del fatto che il “boia” in questione si è sempre professato “innocente” e non si è mai pentito dell’atrocità commessa, affermando che eseguiva sono gli ordini in tempo di guerra.

Verrebbe davvero il desiderio di condannarlo a morte e spargerne le ceneri in una discarica!

Quindi nessuno se la sentirebbe di biasimare i contestatori che hanno assalito il carro funebre.

Ma se si crede nel rispetto degli altri, se si ritiene giusto e doveroso garantire a tutti un funerale ed una sepoltura, ritengo ci si debba sforzare di rispettare questi principi anche quando non se ne avrebbe nessuna intenzione.

Alla fine, come recitato dal grande Totò, la morte è una Livella che ci rende nuovamente tutti uguali.

A Venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.