Vinicio Capossela produce il primo disco de “La banda della Posta” di Calitri; una ensemble di giovanotti più che sessantenni che negli anni che furono deliziavano gli sposi con la loro musica.

Progetto musicalmente interessante.

Il disco si presenta in un cartonato pesante, a due piazze, di color rosso bordò su cui campeggia il classico corno che una volta segnalava gli uffici postali. Appena aperta la confezione, ci accoglie una foto in bianco e nero della banda al completo con Vinicio. Macchie di colore, come se la foto si fosse rovinata per l’incuria del tempo appaiono qua e là. Le stesse macchie le troviamo sul CD e nel libretto.

Libretto particolare quello che accompagna il disco: pieno di foto di sposalizi con piccole didascalie, brevi liste che rimandano alle “Le fasi del matrimonio”,  c’è anche una ricetta perché come dice il libretto stesso: “Lo sposalizio è stato il corpo e il pane della comunità. Il mattone fondamentale della comunità. Veniva consumato con il cibo e con la musica”.

E proprio la musica qui è la padrona, il disco non presenta canzoni ma tutti brani che, una volta, si ballavano nei matrimoni: mazurke, polke, valzer, tango. Ascoltandoli vedendo le foto del libretto, o quelle del matrimonio dei nostri genitori, ci riporta per qualche momento a quei tempi e “quell’epoca aurea non priva di miseria”.

Le esecuzioni non saranno perfette, ma fanno trasparire la voglie di allegria, di stare assieme e di impegno per aver fato un buon lavoro e aver rallegrato gli sposi e gli invitati.

Il disco si apre con un paso doble, “España Cañí”

e tra i vari pezzi, alcuni ormai dimenticati, ci accompagna per circa 50 minuti con i suoi 20 pezzi musicali, tra questi riconosciamo la celebre “Rosamunda” posta alla fine di una quadriglia.

Chi segue un po’ Vinicio qui avrà sussultato ricordando suoi brani in cui parlava di quadriglie accanite e chiedeva di suonare Rosamunda.

In YouTube ho trovato questo video interessante, si tratta di un concerto dal vivo di Vinicio con tutta “La Banda della Posta” al completo.

Una versione rivista ed estesa del disco, arricchita da brani di Vinicio.

Voti

Musica e testi: 6.
Nel CD ci sono solo pezzi da ballare e sono pezzi di anni che furono, ascoltarli senza tener presente come e quando venivano suonati ne dimezza l’importanza storica. Come detto magari alcuni passaggi non saranno perfetti, certe sonorità non saranno cristalline, ma il tutto ci riporta a vivere i matrimoni di quando eravamo piccoli e l’orchestrina era in fondo alla sala e si saltava per far festa ed aiutare la digestione.

Packaging: 4.
Odio il cartonato e questo a due piazze è particolarmente robusto aumentando in me la paura di rigare CD ad ogni estrazione dalla tasca che lo contiene. In somma: la prima cosa da fare è di farne una copia di sicurezza.

In definitiva:
Disco da provare, ad un prezzo di circa 15 euro può essere un’interessante sottofondo per i cenoni, con parenti, che ci aspettano nella vita.

Al prossimo venerdì.

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