L’altra sera in corriera ho visto un fantasma.

No, non mi sono messo a costruire vasi in ceramica fra le braccia di Patrick Swayze.

Mi è successa una cosa diversa. Era sera tardi, sono salito sulla corriera praticamente deserta ed ho intravisto una “faccia nota”, che ho visto spesso in corriera a quell’ora.
Niente di strano mi direte voi.

E invece SI! perchè si trattava di una persona morta 2 anni fa!

Poi ho guardato meglio ed ho visto che si trattava solo di una coincidenza, si trattava di un’altra persona che ci assoimgliava, e nella penombra di un sedile in fondo sembrava proprio lui.

Il mistero si è risolto subito, e non è stato necessario chiamare gli acchiappa fantasmi:

Ray Parker, Jr.Ghostbusters
Ma mi sono comunque rimasti in testa dei pensieri. Pensieri che riguardano la VITA

Max Gazzè e MaoColloquium vitae

Ho pensato a tutti coloro che ho conosciuto e adesso non sono più fra noi, e mi sono venuti in mente i versi di Giovanni Pascoli nel Gelsomino Notturno

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento . . .
È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

E mentre pensavo al Gelsomino notturno l’autoradio della corriera mandava: Somewhere over the rainbow interpretata da Israel “IZ” Kamakawiwo’ole quasi a sottolineare “l’ora che penso a’ miei cari”

Il brano successivo è stato Le Pleiadi (la Chioccetta che va per l’aia azzura col suo pigolio di stelle) di Vinicio Capossela

Poi è stata la volta dei Massive Attack e la loro Teardrop “cantata” nel video da un feto simulato al computer che rappresenta la felicità segreta nascosta dentro l’urna molle e segreta

Ovviamente sulla corriera non c’era nessuna autoradio.

A venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.