Gli spot pubblicitari non sono tutti uguali:

Quello della “Milano da bere”, è stato uno degli slog più indovinati di sempre.

Negli anni ’80 rappresentava il dinamismo di un città proiettata nel futuro, dove l’intraprendenza dei vecchi meneghini, quelli legati alla madunina:

si univa a quella dei giovani “yuppies” laureati alla Bocconi, in un mix che rendeva il capoluogo Milanese una città dinamica e vincente.

Poi il tempo è passato e negli anni ’90 Milano è diventata la patria del “malaffare”, il focolaio dello scandalo “mani pulite“.
Si è scoperto che tutto questo “dinamismo” e “intraprendenza” erano soprattutto il frutto di intrallazzi fra imprenditori e politici.

Alla fine la fuga (con destinazione Hammamet) di Bettino Craxi sotto una pioggia di monetine ha sancito il passaggio da una “Milano da bere” ad una “Milano BEVUTA”:

Oggi vent’anni dopo mani pulite, nonostante: il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, i governi dell’alternanza, e quelli dei professori di economia. Nella città Meneghina si parla ancora di tangenti, quelle per EXPO 2015:

E La Milano nostalgica di Memo Remigi con Innamorati a Milano

Si è definitivamente trasformata in una Milano “decadente”, quella cantata dai Baustelle in Un romantico a Milano

Una Milano che non si riconosce in uno dei padri del Romaniticismo Italiano, Alessandro Manzoni, autore di uno dei più importanti capolavori della nostra letteratura: I promessi sposi, ma nel suo omonimo Piero, artista molto più “dissacrante” autore fra l’altro di questo:

Se vi dispiace che Milano si sia ridotta in questo stato, non invocate la madonnina oppure Sant’Ambrogio, ma rivolgete il vostro sguardo verso La Mecca, visto che domenica scorsa l’aiuto per permettere all’Inter di conquistare la possibilità di partecipaere alla prossima Coppa Uefa sembra essere arrivato proprio da laggiù, parola del presidente Thohir.

Ora vi lascio, vado a leggere qualche capitolo dei Promessi Sposi.

A Venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto.