OK, come avrete capito, parlo di Mondiali di Calcio 2014.

Già! Siamo usciti, abbiamo fatto una figura non bella, ma condivisa da altre storiche potenze calcistiche.

Il mondiale è così: ogni nazione lo vive con fervore, ricordo una conoscente dell’Ecuador che definì “storico” un gol segnato dalla loro nazionale in un passato mondiale, e se c’è tanto fervore è naturale che ci sia tanta amarezza quando le cose vanno male.

Da noi questa amarezza ha preso il nome di Mario Balotelli. Avevamo ancora negli occhi e nei cuori i gol della tedeschi quando ci aiutò ad alzare la coppa del mondo, e vederlo adesso lì, davanti, impacciato, servito male e lento nei movimenti, ci ha fatto risvegliare e vedere una squadra incapace di reagire.

Balo, è diventato il capro espiatorio proprio perché, tutti, speravamo che da solo potesse vincere il mondiale.

Poi, la rabbia ci ha fatto ricordare che è nero: e qui ci siamo schierati su due fronti.

Quelli che lo criticano dicendo “anche se tu fossi bianco mi staresti antipatico lo stesso”, gli altri che lo difendono dicendo che siamo razzisti.

PUNTO DA CHIARIRE:

Dire che

“Balotelli al mondiale del 2014 per me ha fatto schifo”

NON è una frase razzista!
È un mio pensiero da tifoso: giusta o sbagliata che sia questa frase è mio diritto come tifoso dirla. Come è diritto di uno di voi dire che io mi sto sbagliando e che è stata tutta la squadra a giocare male.

Dobbiamo quindi distinguere tra la critica al nostro “goleador” (vi ricordate di Schillaci? E di Rossi? E di Vieri che non segnò a porta vuota?) e l’attacco alla persona: e in questo secondo caso ricadono le frasi che girano in questo momento su facebook:

Questa è una frase che, rispondendo ad una frase di Balotelli, sposta la critica calcistica nel campo del comportamento della persona: e purtroppo è molto semplice cadere in questa trappola.

Come sempre la soluzione è autocritica e autoironia, Trio Medusa – “Un orrore così grande”

 

Al prossimo venerdì.