Red Hot Chili PeppersThrow away your television

Nel brano di apertura, i Red Hot Chili Peppers si prodigano in un saggio suggerimento: “BUTTA VIA IL TELEVISORE”.

Devo dire che avevo iniziato ad ascoltare tale consiglio, non potendone più di: grandi fratelli, isolisti famosi, amici piangenti, tronisti e porcate varie, e a causa dei pochi e brutti film che passano in tv, avevo deciso di guardare solo i notiziari e lo sport.

In questi giorni però ho rotto il salutare digiuno televiso a causa dei mondiali brasiliani, quindi ogni sera mi ritrovo con il naso appiccicato al teleschermo, e non riesco a pensare a nient’altro che ai mondiali. Perciò ve ne parlerò fino al 16 luglio, quando il Brasile vincerà la competizione per la sesta volta nella propria storia, e spegnerò la tv per 4 anni.

Parliamo quindi di: Dance alone (cueca solo) di Sting

Vi chiederete cosa centri questo brano dolcissimo con il calcio. Ed io ve lo spiego subito: Il testo della canzone è esplicitamente dedicato ad Augusto Pinochet, il sanguinario dittatore cileno, che l’11 settembre del 1973, con un colpo di stato militare rovesciò il governo del presidente eletto democraticamente Salvador Alliende e prese il potere, iniziando un’opera di crudele repressione di ogni oppositore, sfociata nell’uccisione di circa 3000 persone e la “scomparsa” di altre decine (forse centinaia) di migliaia.

Il cantante inglese descrive le donne (madri, mogli, sorelle, fidanzate …) di questi “scomparsi”, che ballano da sole attendendo il ritorno dei propri uomini.

In un passaggio del testo invitando il dittatore (ancora in carica quando la canzone è stata pubblicata) a riflettere sul fatto che una volta finita la sua dittatura, anch’egli sarebbe potuto “scomparire” e forse anche sua madre avrebbe iniziato a “ballare da sola” (come saprete la storia ha però smentito tale “previsione”).

Ma lasciamo per un attimo le “ballerine solitarie” cantate da Sting, e torniamo indietro nel tempo, precisamente andiamo al 21 novembre 1973. Sono passati poco più di 2 mesi dal golpe e l’Estadio Nacional di Santiago, il più grande del Cile, che era diventato un immenso lager dove vengivano detenuti, torturati e uccisi gli oppositori del regime golpista, viene “liberato” per ospitare l’incontro di calcio: Cile – Unione Sovietica, valevole per le qualificazioni ai campionati modiali in programma in Germania per l’anno successivo.

In segno di protesta contro il golpe e l’utilizzo disumano dell’impianto sportivo, la delegazione sovietica decide di non presentarsi all’incontro, ma le autorità sportive cilene obbligano la squadra nazionale a presentarsi in campo, davanti a 40.000 spettatori e GIOCARE SENZA AVVERSARI!:

Ecco quindi il nesso, la violenza ed il sopruso che costringono le donne a ballare da sole, in attesa di uomini che non torneranno mai, ed i calciatori costretti a giocare da soli come degli idioti davanti davanti al mondo intero.


Vinicio Capossela Orfani ora (dall’album: Da solo)

Adesso basta.

Lasciatemi da solo.

A Venerdì prossimo.

Ciao a tutti.

Roberto