In questi giorni si fa un gran parlare della nuova guerra che è (ri)esplosa in Palestina.

In questi giorni si fa un gran parlare della nuova guerra che è (ri)esplosa in Israele.

È sempre la stessa lotta di espansione.

È sempre la stessa lotta di difesa.

Come guerra, fa quello che fanno tutte le guerre: genera morte.

In questi giorni, tornando a casa, ascolto Rataplan su Rai Radio 2 che tratta della Prima Guerra Mondiale: una guerra che forse, in qualche giornale di quel tempo, sarà stata descritta con parole simili a quelle che oggi noi spendiamo per la guerra di Palestina o la guerra di Israele o la guerra d’Ucraina.

CCCP – Guerra e Pace

 

Una canzone proposta da Rataplan che mi ha colpito molto è stata questa dei CCCP. Canzone del 1987 dall’album “Socialismo e barbarie” che può essere divisa in due parti che combattono tra loro.

La parte da “balera” che sembra quasi adagiarsi su dei fatti comuni o su frasi che vogliono sembrare tali.

La parte “punk” che attacca l’ascoltatore facendolo riflettere su una specie di “mantra”  sulla ciclicità delle nostre azioni: prima riempiamo gli arsenali, poi ci macelliamo, quindi riempiamo i granai e così via all’infinito in un susseguirsi di causa ed effetto che sembra non finire mai.

Perché in fondo la guerra è ciclica, è uguale a se stessa, la guerra è pace.

Al prossimo venerdì.