La figura del DBA, cioè il DataBase Administrator (in italiano: amministratore della base dati) è, nel mondo informatico, tra le più oscure e poco conosciute… ma allo stesso tempo tra le più importanti: io sono uno di loro!

Nel mondo d’oggi, siamo abituati ad usare servizi che di basano sui DataBase senza rendercene conto.

Quasi tutti i DB moderni si basano sul concetto matematico di insieme: le informazioni che ci interessano o riguardano fanno parte di insiemi rappresentati nei DB con delle tabelle. Come esempi prendiamo l’insieme dei clienti di una banca, degli utenti di Facebook, dei siti indicizzati da Google!

Tre cose completamente differenti tra loro, ma che hanno delle caratteristiche simili: usano qualche DB e sono quasi sempre disponibili 24 ore su 25 7 giorni su 7.

Ecco, la seconda parte della frase è quella che nessuno sa, ma che affligge spesso i DBA.

Negli ultimi 10 giorni, oltre all’orario normale ho:

1. lavorato mezza giornata la domenica

2. giovedì scorso, lavorato dalle 8 alle 19.

3. lavorerò mezza giornata domenica prossima.

 

Non mi lamento! Anzi mi è andata anche bene! Un collega nello stesso periodo ha lavorato dalle 7 alle 17, ha fatto anche lui la mezza domenica, oggi lavorerà dalle 23 alle 5 del mattino e domenica prossima lavorerà anche lui con me.

Il mestiere del DBA è così: se sono necessarie delle manutenzioni, se bisogna salvare i vostri dati in modo che non siano persi e recuperarli quando si guasterà il server che manteneva tutti i vostri ultimi 1000 selfie, ebbene il povero DBA dovrà lavorare mentre la maggioranza degli utilizzatori dorme, in modo da minimizzare i loro disagi.

È un mestiere difficile che richiede anche una certa robustezza morale. Riflettete su questo: se io fossi un DBA di Facebook o di Google, anche se voi mi bloccaste perché abbiamo litigato online, io potrei e in una certa misura farebbe parte del mio lavoro(!), leggere i vostri dati personali ed usarli per vendicarmi o per farvi qualche scherzo.

Naturalmente sto esagerando un po’, ma non pensiate che sia molto lontano da quello che fanno le ditte quando vi chiedono di usare i vostri dati in modo anonimo: si limitano solo a non leggere il vostro nome e cognome da una tabella per il resto vi, anzi CI, schedano da testa ai piedi!

Mi sento ben descritto da Vinicio Capossela: per cento sacchi alla serata facciamo una vita sregolata! (Da “All’una e trentacinque circa”)

 

Naturalmente in tutto questo c’è, per chi ci riesci, da tenere in piedi una famiglia…

Al prossimo venerdì!