Per capire se una ciambella è senza buco, prima bisogna vederne una bucata.

(Detto che ho inventato io)

Attualmente, quando parliamo di Grecia, il nostro pensiero vola subito ai mercti finanziari e ai problemi che da quella terra, culla di una grande civiltà, possono arrivare a mettere in difficoltà anche noi.

Ad alcuni, la Grecia, ricorda una vacanze fatta su di “un’isola deserta in cui cantare a squarcia gola le canzone di Battisti”, come cantava Claudio Bisio nella sua “Rapput”

 

Ad alcuni, invece, ricorda la storia di Nessuno cantata attraverso un personaggio di secondo piano da Lucio Dalla in “Itaca”

 

La canzone di Lucio Dalla, è perfetta. Nella sua “semplicità” ti fa sentire subito compagno di quel rematore e contemporaneamente ti trasmette il senso di riverenza che doveva avere quel rematore quando, coraggiosamente e anche con sfacciataggine si rivolge ad Ulisse e gli dice che non ne può più di quella vita, che vuole tornare a casa perché i suoi staranno morendo di fame; anche se poi soccombe alla presenza e alla forza che doveva emanare quel suo capitano e si arrende con un “sono pronto! dove andiamo?” che pare una dichiarazione d’amore.

Insomma, è una ciambella perfetta.

Vinicio Capossela, “Itaca”

 

Questa no! Capossela, che io amo, si sta ostinando a volerci far conoscere il rebetiko: una forma musicale greca che potremmo a grandissime linee uguagliare alle nostre canzoni degli anni ’50 e ’60 quando si parlava di criminali, di donne fatali e il tutto era, certe volte, anche ironico.

Le sonorità del rebetiko, applicate ad una canzone come “Itaca”, semplicemente non mi piacciono e trovo pesante l’idea di inserire la pronuncia greca di Itaca.

Sì, alcuni dicono che il rebetiko è il jazz della Grecia e che quindi è sensato mettere fare una versione “così greca” di una canzone che è ispirata alla storia della Grecia in un disco che si chiama “Dalla in Jazz”, ma l’interpretazione data da Capossela, perde quell’amore verso Ulisse che traspariva nell’originale e sembra diventare quasi una presa in giro verso il capitano: assume le sfumature della canzone scanzonata da caserma.

Maledetta Grecia! Che hai ammaliato un nostro grande cantante e gli hai fatto fare una ciambella senza buco!

Ma questo non mi impedisce di continuare ad amare Capossela e fare come suggerisce Manlio Sgalambro nel riguardo dei greci:

Al prossimo venerdì.

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