Forse.

Leggo, con molta tristezza, la brutta esperienza capitata ad alcune famiglie torinesi che, recatesi alla locale sagra, si sono sentite (oso dire!) violentate ascoltando canzoni che hanno spinto lo Snoq (Se non ora quando) ha dichiarare:

«Esprimiamo la nostra indignazione e condanna. Sono “canzoni” dai testi inaccettabili e gravissimi. Auspichiamo – si legge – che la Città, il sindaco e l’assessore chiedano scusa per questo inqualificabile episodio e vigilino affinché, in un momento così drammatico per l’Italia, paese in cui, è bene ricordarlo, si uccide una donna ogni due giorni per il solo fatto che è donna, mai più Torino che è da sempre in prima fila per il contrasto alla violenza di genere, debba promuovere tali spettacoli»

Punto della discordia è Marco Carena cantautore, no anzi: DiscountAutore, come si definisce lui, reo di aver eseguito nella festa torinese di San Giovanni alcuni brani che l’hanno lanciato dal Maurizio Costanzo Show, come “Io ti amo”

 

oppure “Che belle estate”

 

Pezzi di più di 20anni fa, successi del Festival di Sanscemo, che allora ci facevano sorridere e adesso ci dovrebbero far riflettere perché, in modo demenziale, ritraggono i malanni dei nostri tempi: oggi come allora!

E invece ci lamentiamo e ci scandalizziamo. Forse perché adesso siamo troppo buonisti e per trattare certi argomenti pretendiamo l’assoluto “politically correct”, oppure perché in parte ci riconosciamo nei mostri che sono dipinti nelle canzoni di Carena…o semplicemente, per dirla come come direbbe lui, tutta questa storia è stata solo: “Questione di sfiga”

 

Al prossimo venerdì.