No? Io sì.

Chi di voi mi segue anche su Twitter, domenica 5 luglio, avrà visto le foto della mia visita a questa, tanto discussa, manifestazione.

Mi chiederete: ne vale la pena? Vale la pena che mi alzo all’alba, che faccia centinaia di chilometri, ore ed ore di coda per andare a vedere… Cosa?

Beh, sinceramente sì. All’Expo è di scena il mondo. Ed è un ottimo modo per farsi un’idea di cosa c’è al di fuori dell’Italia avere un sentore di come ragionano gli altri popoli.

Non vi voglio parlare di architettura o consigliarvi padiglioni da visitare (anche se il padiglione Zero è da vedere) ma di una piccola esperienza che ho vissuto.

La cosa che più mi ha impressionato, oltre alle dimensioni del tutto e al fatto che gratis c’è solo l’acqua delle fontanelle (anche frizzante), è stata l’esperienza di 15 minuti circa di “Dialogo nel buio” : un percorso guidato in una stanza completamente BUIA da visitare tastando, ascoltando e annusando.

Si trova all’interno del padiglione Italia ma le 2 ore di coda per l’accesso al padiglione più un’altra mezz’ora/oretta d’attesa per vivere questa esperienza sono tutte ben spese.

“Dialogo nel buio” è visitabile a Milano tutto l’anno con un’esperienza di circa 1 ora che prevede anche una cena. Vi lascio il link al sito: http://www.dialogonelbuio.org/

Per tutta la visita i vostri occhi saranno super eccitati, saranno violentati da quello che potrete ammirare, dai colori e dalle forme dell’architettura: ma quella stanzetta buia ve la ricorderete per sempre…e in positivo!

Se mi chiedessero che musica scegliere per descrivere l’Expo, sceglierei un pezzo di Michael Jackson “Earth Song”

Perché nella sua poesia descrive tutta la bellezza e le contraddizioni del mondo: bellezza e contraddizioni che si possono ritrovare anche tra i padiglioni dell’Expo e che spero anche voi andiate a sperimentare.

E se qualcuno di voi ha visitato l’Expo spero voglia condividere la sua esperienza nei commenti qui sotto.

Al prossimo venerdì.