Sì, secondo post a base di informatica nel giro di pochi giorni.

E questa volta è farcito di ricordi.

Il 23 luglio del 1985, il mondo dell’informatica veniva scosso dall’arrivo di un computer rivoluzionario: il Commodore Amiga. Quindi: buoni 30anni Amiga.

Perché definirlo rivoluzionario?

Iniziamo dal prezzo, costava più di un milione di lire, tantissimi soldi per l’epoca!

Quando chiesi ai miei di comprarmene uno (avevo 11-12 anni), le discussioni andarono avanti per diversi mesi…quasi lo steso numero di rate che dovettero pagare! Ma nonostante questo: era un sistema con mouse e interfaccia grafica a colori e costava molto meno dell’unico altro computer in commercio che aveva una filosofia simile: l’Apple Macintosh…e questo era solo in bianco e nero!

Il sistema operativo di Amiga era multitasking: cioè voi lanciavate un programma, poi passavate ad un altro e l’altro continuava a lavorare…e potevate farle così finché aveva RAM a disposizione.

Adesso siamo abituati a farlo con i nostri cellulari, ma nel 1985 era pura fantascienza!

Com’era fantascienza avere 4 canali musicali quando il massimo a quel tempo era il beep dei pc MS-DOS.

 

…e sì, forse è “colpa” delle “musichette” dei videogiochi Amiga se oggi abbiamo la musica elettronica.

Amiga per molti fu il computer che li accompagnò nell’era della multimedialità: fin prima era quasi impossibile pensare ad immagini, musiche e testi che si combinavano assieme e creavano presentazioni, racconti interattivi o guide.

Al giorno d’oggi siamo abituati a PowerPoint ma i nonni di quel programma sono nati su Amiga e alcuni permettevano di editare i video con dei semplici “copia e incolla” e di creare veri e propri film!

E anche Hollywood ricorse ad Amiga: su di lei c’erano i primi programmi di grafica 3D a costo “contenuto”: qualche milione di lire al posto di qualche decina! E uno dei picchi che raggiunse fu lo show: Babylon 5.

 

Amiga era un computer “pop” e per dimostrarlo alla presentazione di uno dei primi modelli, fu chiamato Andy Warhol

(Nota personale: ok che è pubblicità, ma dato che ai comandi c’è LUI è una sua performance digitale! Una cosa che pochissimi fanno ai nostri giorni!)

 

Che colorò a modo suo una foto digitale di Debbie Harry, la cantante del gruppo Blondie, “Heart of glass”

(Nota personale: tra l’altro il floppy, sì il dischetto, con quelle immagini è stato ritrovato solo qualche anno fa dopo che si era creduto perso per sempre!)

 

“Cuore di vetro” dice la canzone…e anche il nostro Amiga ne aveva uno e fu rotto dai manager di Commodore che, forse troppo occupati a contare i soldi fatti negli ultimi anni, tardarono a portare nel sistema quegli aggiornamenti hardware (cpu, ram, grafica ecc…) che erano necessari e che ormai erano diventati il pane quotidiano dei normali PC.

Oggi Amiga è relegato ai ricordi e a coraggiosi esperimenti di far provare ai nuovi consumatori digitali la bellezza di quel ambiente che ti spingeva, ti invogliava a sperimentare!

Mentre, proprio oggi, Commodore ha presentato il suo primo telefonino, il Pet: riprendendo il nome di uno dei primi computer della casa e scatenando, in alcuni forum, un putiferio perché molti lo vedono come l’ennesimo “cinefonino”.

Tra un anno, vedremo cosa avremo da raccontarci.

Al prossimo venerdì.