Sicuramente anche a voi sarà capitato di svegliarvi con in testa la frase di una canzone.

Succede a tutti, è normale.

Come è normale iniziare a pensare ai motivi che vi hanno spinto a ricordare quella canzone.

Nel mio caso il “colpevole” è un collega che spesso apostrofa gli altri con la frase “Ah, bella vita!”, a sottolineare in modo scherzoso il fatto che l’altro se la passa troppo bene o sembra avere tutte le fortune di questo mondo.

“Bella vita” e nel mio subconscio questa frase si è trasformata nella sua, non proprio esatta, controparte inglese “Wonderful life”

 

Così da un momento di ilarità, da un ricordo felice, colpevole la freddezza di Internet che nulla nasconde, scopro che Black il cantante e autore di questo capolavoro, targato 1987, è morto in un incidente stradale il 26 gennaio 2016: tre giorni fa.

Leggendo qualche notizia sulla sua morte, scopro che in qualche intervista sottolineava come questa canzone fosse stata per lui una fortuna ma anche una “maledizione”: quando presentava dei nuovi lavori tutti li paragonavano a “Wonderful life” come se tutti si aspettassero da lui sempre altre “Wonferful life”. Deprimente come si tende a racchiudere il tutto in schemi fissi e invariabili.

Al prossimo venerdì.

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