Quello che segue è un racconto di pura fantasia.

Buona lettura.

Sono passati ormai 15 anni da quando la Granbretagna ha deciso di uscire, di stretta misura, dall’Unione Europea.

In questi 15 anni è successo di tutto.

C’è stato un ritorno forsennato alle monete nazionali, una corsa senza fiato ai beni rifugio, chi poteva è espatriato in una delle varie nazioni che garantivano un minimo di serenità.

L’Italia è ritornata ad essere una potenza! Il nostro reddito pro capite è il più basso tra gli europei ma “la felicità della Nazione si tocca con mano!”… o almeno così recita il tormentone del quinto governo del M5S; il terzo non eletto.

Come altre nazioni europee, anche noi siamo stati svenduti: il Nord-Ovest alle aziende Indiane, Tata prima tra tutte, che sfruttano Milano e Torino come base verso il terziario di Francia, Spagna, Portogallo e parte del nord Africa. Il Nord-Est e parte del centro è in mano alla Cina che sta commercializzando i prodotti enogastronomici in tutto il mondo…rivedendoli e correggendoli a modo suo, stessa sorte ai “pregiati” vini francesi e al buon cioccolato belga.

Parte del Sud, delle isole e un po’ di Grecia è in mano ai Grandi Emirati che hanno fatto loro quello che tutti noi sapevamo: il Sud Italia ha delle bellezze naturali uniche al mondo… e loro i capitali per sfruttarli!

Di noi PIGS hanno fatto carne di porco.

Sono lontani i tempi in cui il Premier Renzi, all’indomani della Brexit, ci assicurava che nulla sarebbe cambiato, che l’Europa era forte e che lo sbaglio era loro.

Sono ormai scolorite anche le immagini di Mario Draghi che ci spiegava come la Banca Europea si sarebbe sacrificata per… boh, non l’abbiamo mai capito!

Oggi è il 23 giugno del 2031, e l’Europa ridotta ad una egemonia elvetico-tedesca parla di nuove manovre finanziarie verso la Grecia, la Turchia e la Bielorussia.

Oggi è il 23 giugno del 2031, e molti rimpiangono l’euro.

Oggi è il 23 giugno del 2031, e la Granbretagna festeggia il giorno in cui è ritornata libera e fa sfilare per la via principale i “liberatori” che promuovettero il referendum.

Mentre, come da tradizione, la BBC inizia e chiude la giornata con “l’inno europeo”

 

Al prossimo venerdì.