Con ben 3 mesi di ritardo ecco la recensione di questo doppio di Vinicio Capossela.

È un disco strano e questo lo si capisce già prendendolo in mano.

La confezione è formata da una custodia di gomma. Aprendola ci troviamo davanti ad una singola foto di Capossela che scende quella che pare una duna. Questa foto, formato 40×30 cm, è la vera custodia dei CD.

Ripiegata su se stessa, tipo busta, contiene i 2 CD, racchiusi in foglietti di carta (leggerissima!!!), e 2 libretti. Uno di spiegazioni, l’altro dei testi delle canzoni.

Prima osservazione: la confezione non permette di portare con se con facilità questo lavoro. Inoltre non è rigida in nessuna parte, quindi attenzione a dove la si ripone o si piega…

Due parole sui libretti. Sono abbastanza scarni nella grafica, nulla di complicato o “futurista” tipo quelli di “Canzoni a manovella”, presentano solo qualche foto di contorno. Il più spiazzante è quello con le spiegazioni dei testi, dove per ogni canzone è riassunto il significato e da chi è stata raccolta; oltre ad un “bestiario” e a diversi indici!

La sensazione è di non essere davanti ad un disco, ma davanti ad una antologia, ad un lavoro omerico che per essere decifrato necessiterà di tempo e studio. Un lavoro che parlerà in modo diverse a persone diverse.

Un lavoro chiaroscuro che racchiude nei titoli dei due CD la sua essenza.

“Polvere” è il CD che ci parla di quella parte della contrada sempre battuta dal sole, essiccata da esso.

I pezzi fanno tutti parte delle tradizione e la rispecchiano appieno.

Parlano di lavoro duro ma non rinunciano alla malizia.

“Femmine”

 

(Nota personale: vanno in due e ritornano in 4… ma non saranno mica incinta!)

Ci raccontano amori impossibili come può essere quello di un bracciante per “La padrona mia”

 

Non dimenticano chi ha meno fortuna e vive degli aiuti degli altri

“Il lamento dei mendicanti”

 

Naturalmente non mancano gli sfottò, “Faccia di corno”

 

con l’aggiunta, “Faccia di corno – L’aggiunta”

 

“Ombra”, il secondo CD, ci parla invece della notte e della Cupa, la regione dove il sole non batte mai.

Ci parla dei demoni che vivono di notte e della notte che ognuno di noi si porta dentro.

I timori dei lavoratori dei campi portati dalla stanchezza a vedere demoni, “La bestia nel grano”

 

Di uomini mannari che al richiamo delle maledonne si trasformano in “porci mannari”, “Il Pumminale”. Qui in piccolo film, i cui primi 5 minuti circa sono la canzone che potete ascoltare anche nel CD.

 

E la voglia che abbiamo tutti di conoscere il futuro, “La notte di San Giovanni”

 

L’ultimo pezzo è “Il treno”, in cui la locomotiva rappresenta la guerra.

 

Prima di passare ai voti, una nota. Nel video de “La padrona mia” suonano i Los Lobos che anni fa diventarono famosi anche da noi grazie alla canzone “La Bamba”

 

e adesso i voti

Musica e testi: 6/7

Sicuramente alcuni pezzi hanno una presa maggiore rispetto ad altri, ma sono tutti ben rifiniti e presentano immagini di un modo di vivere che ormai non ci appartiene più e che è diventato un’altra bestia della Cupa, un essere fantastico di cui non siamo sicuri dell’esistenza.

Packaging: 5-

Ben curato, niente fronzoli, ma non protegge in alcun modo i preziosi CD che contiene. Quindi appena possibile copia di sicurezza dei CD.

In definitiva:
Un’antologia in musica. Un viaggio da intraprendere con l’aiuto degli appunti, indici e “schemi di citazione dei personaggi” presenti nei libretti allegati.