Sanremo 2017: ad un anno esatto ritroviamo lo stesso vincitore, anche se ora è tra i big.

Nel mio articolo del 2016, scrivevo, a riguardo dei primi 3 classificati delle nuove proposte, la seguente

Profezia: tra i 3, Francesco (Gabbani) è quello che rischia di bruciarsi più in fretta. Ha già 15 anni di attività alle spalle e la gavetta fatta la si nota tutta. Il rischio per lui è di averci fatto assaggiare un antipasto sostanzioso e magnifico ma di portarci poi come primo piatto un brodino di dado.

Ebbene, questa “Occidentali’s karma” che roba è?

 

Confrontiamola prima con la canzone dell’anno scorso, “Amen”

 

Quindi “”Occidentali’s karma”: è un brodino di dado?

Direi di no, ma sembra mancare di quel qualcosa che, se fosse un piatto, ti fa alzare da tavola soddisfatto.

Il testo pieno di giochi e apparenti nonsense, conferma lo stile di Gabbani anche se quest’ultima canzone risulta più “frivola”, ripetitiva e questo me la fa apprezzare meno. Esatto: non penso sia così colta e sofisticata come dicono molti e temo che Gabbani si stia avviando (per forza o per piacere) a diventare quello che “fa canzoni tipo Battiato”.

Al prossimo venerdì.

Annunci