Un mio piccolo ricordo del Paolo Villaggio cinematografico.

Come molti di voi, Villaggio, l’ho conosciuto con i film di Fantozzi: le storie del ragioniere simbolo del servilismo verso il megadirettore, della sfiga ma anche del non arrendersi mai!

 

Da Fantozzi ho imparato molti modi di dire, molte battute, certi tempi comici… e un po’ di cinismo; grazie a lui ho scoperto “La corazzata Potemkin“, che giusto per metterlo in chiaro dura circa 1 ora e non 18 bobine, “Dies irae” che non dura 6 ore e “L’uomo di Aran” che non ha 9 tempi.

La comicità di Villaggio è sempre stata cattiva, di quella cattiveria propria dei bambini che non si preoccupano di dire le parolacce e la verità. Forse è anche per questo che a non tutti piace Fantozzi.

Sono convinto che tutti ci riconosciamo un po’ in lui, ma qui poi ci separiamo in due gruppi: quelli che capiscono, ci ridono sopra e quindi amano Fantozzi e quelli che capiscono, si incazzano e quindi odiano Fantozzi. Non c’è una via di mezzo.

Villaggio, naturalmente, non è solo Fantozzi, basta ricordare “Io speriamo che me la cavo” e forse a qualcuno sembrerà strano il poterlo affiancare ad un “mostro sacro” della musica come Fabrizio De André: eppure il soprannome Faber fu dato a De André proprio da Villaggio che scrisse anche la canzone “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”

 

E voi cosa ne pensate dei film di Villaggio? Vi piace Fracchia? O preferite il Professor Kranz?

Vi chiedo solo una cosa: non criticate l’uomo, il Villaggio di ogni giorno se non lo conoscete. Trovo malinconico riportare cose e giudizi detti da altri.

Al prossimo venerdì.

Annunci