Nella calda serata di giovedì 27/07/2017 al Bastione San Marco in Treviso era tutto pronto per un evento (per me) eccezionale: il concerto gratuito di Franco Battiato, per Suoni di Marca 2017.

Una parola sul posto: non è male! Servito bene da posteggi, ben curato, quel che resta del Bastione viene usato per il palco centrale e le due vie che ci arrivano sono riempite da una miriade di banchi e banchetti in cui potete trovare quasi tutto quello che si può voler mangiare o bere. Ci sono anche un altro paio di micro palchi in cui si esibiscono altri artisti prima dell’evento principale.

Evento principale completo di artisti “scaldapubblico”.

Sul palco quindi si esibirono in ordine:

Giorgio Barbarotta, cantautore trevigiano. Il suo stile si riconosce nella struttura  delle canzoni che risultano composte di molte immagini accostate e da una frase, che con è necessariamente il ritornello, ripetuta in maniera quasi ossessiva con poche variazioni. Personalmente non mi ha fatto impazzire e forse è stato troppo penalizzato dal dover essere accompagnato solo dalla chitarra.

“L’ultima notte dell’anno”

 

“Nelle tue mani”

 

Eva Pevarello, che ha raggiunto la notorietà grazie a X Factor 10 e che ha interpretato vari pezzi tra cui quello più bello:

 

Curiosità: ci siamo tutti comportati male con lei! Ad un certo punto siamo esplosi in una grandissima ovazione ad un applauso liberatorio quando… abbiamo visto passare Battiato!

Scusami e scusaci Eva.

Lamberto Curtoni, violoncellista e compositore. Che devo dire, secondo me, ha giganteggiato.

 

Anche perché poteva contare su un minimo di base musicale (così mi è parso) e accompagnamento di pianoforte.

 

…E poi, dopo che il palco è stato preparato per permettergli di cantare comodamente da seduto, è arrivato Lui.

Uno al pianoforte, 4 archi, una tastiera, Pinaxa e via con la magia, composta da una nutrita scaletta di opere nuove e meno.

Ve le ripropongo, quasi senza commenti:

“Stati di gioia”

 

“Le sacre sinfonie del  tempo”

 

“Secondo imbrunire”

 

“Fornicazione”

 

e senza staccare, senza lasciarci respiro, “No time no space”

 

applausi e poi “L’ombra della luce”

 

Piccola nota: un ragazzo davanti a me si gira di scatto e chiede al mio vicino: “che pezzo è questo? Non lo conosco!”

Devo dire che è bello incontrare gente che deve ancora scoprire tutto di Battiato e che rimarrà sorpresa e per certe cose sconvolta da alcuni pezzi.

 

“L’ode all’inviolato”

 

Il sempre attuale “Povera patria”, non poteva mancare

 

“L’animale”

 

“Sui giardini della preesistenza”

 

“Un irresistibile richiamo”

 

“Segnali di vita”

 

“Te lo leggo negli occhi”

 

“La canzone dei vecchi amanti”

 

“La stagione dell’amore”

 

Sul cui tema, più di qualcuno, ha imitato il balletto del video…

 

“Gli uccelli”

 

“Prospettiva Nevski”

 

Qui Battiato ha fatto un errore sulla strofa “degli orinali”. A fine pezzo, Franco ha voluto scusarsi col pubblico per l’errore fatto, naturalmente è stato scusatissimo da tutti. E ci ha spiegato che tornava da una tournée in Spagna.

E infatti le date erano:

15 LUGLIO 2017 – Huesca, Festival Pirineos Sur
18 LUGLIO 2017 – Madrid, Noches del Botánico
20 LUGLIO 2017 – Cartagena, Festival La Mar de Músicas
22 LUGLIO 2017 – Gerona, Festival Castell de Peralada
24 LUGLIO 2017 – La Coruña, Palacio de la Ópera

Ed il 27 Luglio era a Treviso a cantare per noi! Come fa a 72 anni?

Io sono stanco solo a leggere e ad immaginarmi il viaggio!

 

“La cura”

 

“I treni per Tozeur”

 

“L’era del cinghiale bianco”

 

Il primo pezzo dove ci siamo scatenati a saltare…per quello che la fossa e le ore in piedi ad attendere il concerto ci consentiva.

 

“Io sono io chi sono”

 

Forse il pezzo meno accessibile di tutto il concerto.

 

Ormai era la mezzanotte e viene annunciato l’ultimo pezzo “Le nostre anime”

 

A forze di applausi, almeno 5 minuti, torna sul palco e ci regala

“Voglio vederti danzare”

 

E ci regala anche qualche passo di danza dopo aver citato “dei vecchi valzer viennesi”

E poi tutti a scatenarsi con l’ultimo pezzo che conclude veramente il concerto “Cuccurucucù”

 

Personalmente:

il concerto è stata una esperienza enorme! Persone di ogni età scatenate che cantavano i pezzi del Maestro: qualunque pezzo fosse! Una cosa incredibile che succede solo con i grandi artisti.

Per i più cattivi: sì, dal vivo si sente che la voce è quella di un uomo di 72 anni. Ma l’emozione che regala è sempre viva e giovane.

Al prossimo venerdì.

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