Tutti, volenti o nolenti, abbiamo sentito almeno una volta il suo tormentone.

Sì, quel “Gangnam style”

 

Che ha pure rotto un po’ le balle, ma è stato capace anche di mettere in crisi YouTube essendo il primo video a superare il miliardo di visualizzazioni (e oggi è ben oltre i 2 miliardi).

E poi?

E poi anche lui, come molti investiti da un successo enorme e senza precedenti, ha dovuto fare i conti con quelli che gli chiedevano di rifare “Psy“, di rifare lo stesso pezzo.

“Gentleman” uscito dopo l’anno successivo, 2013, sembra confermare questa richiesta:

 

musica più aspra, ma sostanzialmente un tormentone, e un Psy un po’ più cattivello.

E forse questa sua “cattiveria” lo ha portato a collaborare con un “gangsta” doc: Snoop Dogg nel pezzo “Hangover”, 2014,

 

Che ha fatto da lancio a “Daddy”, 2015

 

singolo estratto dal settimo album.

Dall’ottavo, intitolato “4×2=8”, vi propongo ben 3 pezzi.

“New face”,

 

che sembra un po’ richiamare e ribadire una necessità di cambiamento, e anche se cantato in koreano il pezzo ha delle sonorità più occidentali.

“I luv it”

 

da vedere se non altro per la presenza di un altro campione dei tormentoni, Pikotaro “PPAP (Pen Pineapple Apple Pen)”

 

L’ultimo pezzo che vi propongo è “Love”

 

che forse è il pezzo più occidentale di tutti quelli che abbiamo ascoltato.

 

Spero che questo incontro con un personaggio così particolare, musicalmente parlando, come Psy vi abbia incuriosito e se volete registratevi anche voi nel suo canale ufficiale: https://www.youtube.com/user/officialpsy

Al prossimo venerdì.

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