Vinicio CaposselaCon una Rosa


Ciao a tutti, sono tornato solo per questa settimana per ricordarvi un articolo che ho scritto molto tempo fa.

Vi ricordavate la fiaba di Oscar Wilde?
dell’usignolo coraggioso, che dona la propria vita per permettere allo studente innamorato di conquistare l’amata?
dell’epilogo amaro e drammatico della storia?

Forse voi l’avete dimenticato, io invece ho sempre avuto un posto per quell’usignolo nei miei pensieri, soprattutto quando ascoltavo il meraviglioso brano di Vinicio.

Poi ad un tratto ho scoperto che, forse, quell’usignolo è esistito veramente e lunedì ha smesso di cantare.

L’usignolo di cui parlo è Dolores O’Riordan, la voce dei The Cranberries, che ho conosciuto nel 1994 con il singolo Zombie dall’album No need to Argue, che in quel periodo è stato quasi un “tormentone”:

Sentire un voce così potente uscire da un “corpicino” così esile mi ha sempre sorpreso, forse già in quei giorni lontani, mentre ascoltavo e riascoltavo la cassetta avevo già intuito che si trattava di una cantante speciale.

Tuttavia secondo il mio parere, altri brani ne mettevano maggiormente in luce l’immenso valore:

Ode to My Family

Ridiculous Thoughts

No Need to Argue

Il “sapore d’Irlanda”, unitamente all’aura di “misticismo” ed ai virtuosismi vocali di Dolores che caratterizzano questi brani, hanno accompagnato la mia giovinezza, regalandomi momenti di riflessione, di piacere ed aiutandomi anche ad affrontare momenti molto difficili.

Nel suo album successivo: To the Faithful Departed, Dolores e C, si sono espressi con un po’ meno di poesia, ma molta molta “grinta”:

Salvation:

Il lavoro del 1999: Bury the Hachet, ha confermato sonorità molto “decise” con Promises:

ma anche una melodia più dolce e malinconica, Animal istinct:

ed un vero e proprio inno alla felicità: Just my imagination

Nel tempo, confesso di aver seguito con meno “fervore” la produzione musicale dei The Cranberries, tuttavia ho sempre ascoltato e riascoltato (anche grazie a youtube) i brani che vi ho proposto (ed anche altri della band), con la sensazione di ottenere sempre un’emozione in più.

Ho seguito ancora meno le esperienze da solista di Dolores, ma non posso assolutamente dimenticare la collaborazione con i “nostri” Negramaro:
Senza fiato:

Senza fiato
E’ proprio come mi sono sentito quando, lunedì scorso ho saputo dai telegiornali che Dolores è morta a Londra a 46 anni, in circostanze ancora poco chiare.
Successivamente ho letto articoli che parlavano di: disturbi mentali, anoressia, depressione durante tutta la carriera, e di un tentativo di suicidio che risale al 2013.

Forse anche questi problemi che la tormentavano rendevano così intense le sue interpretazioni, e proprio come l’Usignolo di Oscar Wilde si è “consumata” cantando, colorando di rosso l’ultima Rosa che ha regalato a tutti con la sua voce: dolce, intensa e potente.

Io però non voglio gettare questa Rosa meravigliosa in mezzo al fango, quindi ho scelto di tornare, solo per oggi, solo per ricordare Dolores, e voglio farlo mostrandovi un duetto con Luciano Pavarotti:

Ciao a tutti

Roberto

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